In tantissimi a Ciampino per accogliere Big Rom che ieri ha iniziao la sua avventura in giallorosso

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Un rito propiziatorio, un’estasi collettiva. L’arrivo di Romelu Lukaku a Roma, in un aeroporto di Ciampino assediato da cinquemila tifosi, è in fondo lo spaccato di un mondo che si ostina a credere ai sogni, scrivono Massimo Cecchini e Carlo Laudisa su La Gazzetta dello Sport. Sogni da tramandare, come le magliette della squadra di epoche diverse, che come in una macchina del tempo centrifugano il nome di Totti per trasformarlo in quello di Dybala.

AS Roma New Signing Romelu Lukaku Arrives In Rome

Ci sono bandiere, striscioni con immagini che vanno da Di Bartolomei a Totti, finché non partono i cori da stadio. uando arriva Lukaku? Non lo chiede nessuno. Si sta bene insieme e basterebbe solo questo per essere felici. Un nugolo di poliziotti presidia questo entusiasmo. Vedendo questa sorta di follia collettiva, paiono avere l’aria spaurita raccontata da Pasolini nella poesia sugli scontri di Valle Giulia. Non c’è una logica in questa passione.  E proprio quando atterra il Gulf Stream G650 pilotato dal presidente Friedkin – costo sui 50 milioni – un clacson comincia a suonare disperato. Il proprietario di una vettura bloccata da un’auto in doppia fila cerca di liberarsi. Gli è andata persino bene, perché alcuni tifosi salgono su alcune auto parcheggiate danneggiandole. Ma nessuno li ferma perché sta per arrivare il momento di Lukaku sulla scaletta e degli osanna. Poi la massa si sposta all’uscita in tempo per vedere sfilare il corteo di berline nere che provano a farsi strada nel traffico che si gonfia. Sono andati via tutti, ma la festa non finisce. Si canta ancora si suonano i clacson, e pazienza se per arrivare a casa occorreranno ore.

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