rassegna stampa

L’evoluzione di Cristante: da trequartista a difensore

LaPresse

Con l’Atalanta giocava davanti. Nella Roma è spesso nei tre dietro

Redazione

Se Zaniolo ha dato il via al conto alla rovescia verso il ritorno in campo, Fonseca ha invece iniziato quello verso il via del campionato, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Ed a soli cinque giorni dalla sfida di Verona si ritrova ancora con due soli difensori centrali a disposizione (Mancini e Ibanez, considerando che Juan Jesus e Fazio non li considera più oramai da tempo all’interno del suo progetto tecnico). Ed allora il portoghese ha deciso di fare di necessità virtù in queste prime amichevoli pre-campionato, utilizzando al centro della difesa Bryan Cristante. Una mossa che aveva fatto già anche lo scorso anno, per la prima volta a Parma, negli ottavi di finale di Coppa Italia, quando l’allenatore della Roma virò verso la difesa a tre, impostante proprio Cristante al centro della stessa.

È chiaro che anche adesso sarebbe una soluzione di emergenza. Nell’ultimo test, quello di Cagliari, Fonseca ad esempio è partito a tre, ma poi vedendo le difficoltà della squadra ad avere equilibrio e compattezza è tornato subito alla difesa a quattro. In quel caso, ovviamente, Cristante tornerebbe a giostrare tra i mediani e si giocherebbe un posto da titolare con Diawara al fianco di Veretout (intoccabile). In caso contrario, invece, sarebbe ancora lui ad allungare la linea difensiva, andandosi a piazzare tra Mancini e Ibanez, al centro della retroguardia giallorossa.

È curioso, però, vedere come in soli due anni sia rigorosamente cambiato il suo raggio d’azione in campo. Cristante, infatti, è passato dal ruolo di trequartista vissuto nel 2017/18 con l’Atalanta (la sua stagione migliore, con ben 12 gol all’attivo in 47 gare disputate agli ordini di Gasperini) a quello attuale di difensore centrale, con un baricentro in campo che si è abbassato di quasi 50 metri. Tanta roba, per qualcuno anche tantissima.