L’ammissione di Florenzi: «Sì, ora siamo spaventati»

Azzurri scossi dalle notizie arrivate da Bruxelles, l’esterno spiega: «Guardiamo in faccia la realtà: all’Europeo non sarà facile giocare»

di Redazione, @forzaroma

Ieri mattina a Coverciano la notizia degli ennesimi attentati è arrivata da più lontano e si è propagata con tempi diversi: il primo gruppo di giocatori era previsto in campo già alle 9,30, solo il secondo ha avuto notizie più precise prima di allenarsi, quando all’ora della colazione Internet e gli smartphone hanno iniziato a fare il loro lavoro.

Rassegnati alla paura. Ecco, quelli della Nazionale la vivono così, e dirsi che lo show dell’Europeo non può fermarsi è un dovere non per questo meno faticoso. «Guardiamo in faccia la realtà: non sarà facile». Alessandro Florenzi ieri l’ha ammesso per tutti pesando bene le parole davanti a un microfono, in coda a ragionamenti responsabili, soprattutto pratici: non c’è rabbia che possa combattere l’impotenza. «Purtroppo possiamo solo guardare avanti e non farci prendere troppo dalla paura. Certo che siamo scossi: lo è Radja Nainggolan – l’ho sentito da poco al telefono per capire come stava – ma lo siamo anche noi, per forza. Certo che fra noi ne parliamo: proviamo a farlo nel modo giusto, senza metterci troppe apprensioni a vicenda».

Forse è l’unica cosa che possono fare davvero ma non sarà facile, appunto: potrebbero essere giorni e giorni consecutivi di stress da sicurezza, da aggiungere a quello da competizione. «Ovvio, sarebbe più facile non doversi sentir dire tutti i giorni “c’è la possibilità di un attacco”, ma dobbiamo sforzarci di pensare che saremo in Francia con un obiettivo e un dovere ben precisi: rappresentare il nostro Paese in una competizione che deve portare gioia, e non apprensione, a chi ci verrà a vedere». Sempre che ci sia qualcuno che potrà andare a vedere, visto l’incubo porte chiuse che continuerà ad affacciarsi, ma qui si entrerebbe in confini ancora più scivolosi, e in certi casi la rassegnazione è anche questione di ruoli: «Noi dobbiamo fare il nostro mestiere, non decidere queste cose: nel caso ci penseranno persone più importanti di noi».

(A. Elefante)

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