L’allungo di Kean. Roma, è lui l’uomo del futuro?

Da centravanti può garantire gol e sponde, da esterno la progressione

di Redazione, @forzaroma

Il modulo è sostanzialmente lo stesso dell’Everton, un 4-2-3-1 dove Moise Keane – quando Marco Silva l’ha mandato in campo – ha giocato quasi sempre centravanti e qualche volta trequartista esterno, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

Ma non a sinistra (dove in passato aveva giocato anche in nazionale e con la Juventus), bensì dall’altra parte, a destra. E di un giocatore così, versatile e capace di giocare in più ruoli, la Roma ne ha bisogno eccome. Perché finché Dzeko sarà ancora al massimo delle sue potenzialità lo si potrà sfruttare in abbinata al bosniaco o – eventualmente – al suo posto quando Edin dovrà riposare. Fermo restando, comunque, che la necessità di andare a trovare un vice-Dzeko per il futuro nella Roma c’è ed è forte. E quel vice-Dzeko, capace di raccoglierne definitivamente l’eredità in un paio di anni, potrebbe essere proprio Kean.

Gli manca un po’ il gioco aereo, ma è anche vero che la Roma di Fonseca crossa poco (53 traversoni in 12 gare di campionato, peggio solo Parma con 37 e Sassuolo con 41). Con lui Pellegrini troverebbe spazio anche per andare dentro, visto che Kean è uno che sa giocare anche spalle alla porta e fare la sponda per gli inserimenti da dietro. E da centravanti si avvarrebbe anche delle giocate e della fantasia di uno come Mkhitaryan, ad esempio, con la possibilità di andare a fare spesso l’uno-due in velocità. A sinistra, invece, potrebbe eventualmente andare a sfruttare la sua forza fisica, la progressione e l’esplosività che ha quando è palla al piede.

 

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