Lady stadio: “Tor di Valle sarà un modello”

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Qualcuno, scherzandoci su, l’ha battezzata Lady Stadio, qualcun altro ne sottolinea curriculum e professionalità. Del resto, non capita a tutti di lavorare all’ampliamento del Santiago Bernabeu, alla riconversione dell’Olimpico di Londra o alla costruzione della Ciudad Real Madrid (a Valdebebas) e dello Stade de Lumières (futura casa del Lione). Maddalena Cannarsa (tedofora a Londra 2012, proprio come zio Giancarlo a Roma 1960) ci è riuscita e così bene che Dan Meis, l’architetto dello stadio della Roma, l’ha voluta con sé, chiedendole di trasferirsi a New York per lavorare sull’impianto di Tor di Valle. «E così, dopo 11 anni lontano da Roma, tra un po’ potrò lavorare a casa mia».

 

 
Come è entrata in contatto con Dan Meis?
«Tornavo dall’esperienza turca di Istanbul 2020, mandai una mail per sapere se avevano bisogno di un supporto a Roma. E mi sono ritrovata subito a New York».

 
Riuscirete davvero a costruire lo stadio in due anni?
«Dal primo scavo, i tempi sono plausibili. Per quanto riguarda la parte burocratica, non dipende da noi. Anche se in questi casi, per esperienza, l’ostacolo più duro è sempre la normativa antincendio. Lì, spesso, c’è da battagliare…».

 
Marino aspetta il progetto definitivo nei prossimi giorni.
«Lo avrà, al massimo entro metà aprile. Poi ci saranno 90 giorni per la conferenza dei servizi».

 
Ma per lei che l’ha progettato, Tor di Valle sarà davvero lo stadio più bello del mondo, come dice Pallotta?
«L’ultimo stadio è sempre il più bello del mondo. Tor di Valle sarà un impianto avveniristico, fatto con materiali ecocompatibili. Vedrete, sarà un modello da imitare».

 
Meis ha deciso se la Curva Sud sarà unica o a 3 livelli?
«Ci sta lavorando su. La divisione in settori favorisce la verticalità delle file più alte, che sono più vicine all’impianto rispetto al blocco unico. E poi è meglio dal punto di vista della sicurezza, in caso di eventuale evacuazione. Ma il blocco unico garantisce maggiore compattezza».

 
Per finire, ma è vero che vi siete ispirati al Sigla Iduna Park di Dortmund?
«Non mi risulta. Abbiamo girato e studiato, come è giusto che sia. Ma Dan ci sta mettendo tutto se stesso, quello stadio sarà un’idea tutta sua».

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