La Roma va avanti, ma nei sedicesimi ora rischia una big

La Roma va avanti, ma nei sedicesimi ora rischia una big

Pareggio col Wolfsberg. Buu a Niangbo dalla curva, ma lo stadio si dissocia

di Redazione, @forzaroma

Chissà se la famiglia reale del Qatar – sponsor della Roma con la compagnia aerea di bandiera – in tribuna avrà apprezzato uno spettacolo modesto e, per giunta, davanti a uno stadio malinconicamente semivuoto, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Come all’andata, infatti, la squadra giallorossa non va oltre il pari contro il modesto ma coraggioso Wolfsberg. Quanto basta per qualificarsi ai sedicesimi di Europa League, sciupando però l’occasione per chiudere in testa al girone e guadagnarsi un sorteggio più agevole.

Finisce perciò con un 2-2 santificato dalle reti di Perotti su rigore, Florenzi nella propria porta, Dzeko e Weissman, ma la mezza brutta figura si completa con alcuni “buu” rivolti dalla curva Sud all’ivoriano Niangbo (due volte), coperti dal resto dello stadio che si è dissociato. Anzi, la seconda volta, accaduta a ridosso della fine del primo tempo, è andata in perfetta coincidenza col classico annuncio sul tema che si fa all’intervallo.

Fonseca in avvio sceglie il solito 4-2-3-1 con tendenza 4-1-4-1, visto che Diawara in impostazione gioca più basso di Veretout, che galleggia tra mediana e trequarti, dove giostra stavolta Mkhitaryan, con ai lati Under e Perotti. Gli austriaci scelgono il 4-3-1-2 dell’andata, con Liendl dietro Weissman e Niangbo, per formare un buon terzetto d’attacco. La Roma però parte forte e al 5’ si procura già un rigore, grazie a un bell’assist proprio di Mkhitaryan che libera Dzeko, atterrato dal portiere Kofler. Perotti segna, ma il Wolfsberg non ci sta e un minuto dopo Liendl – autore del gol dell’1-1 dell’andata – impegna in tuffo Mirante. E’ l’anticipo del pari, visto che al 10’ un triangolo libera Niangbo, il cui cross dal fondo viene deviato in rete da capitan Florenzi. Entrambe le squadre sono lunghe e così gli spazi non mancano e ad approfittarne per prima è la Roma, che al 19’ torna in vantaggio al termine di una bella azione, nata da un lancio in profondità di Diawara per Perotti, che di esterno serve Dzeko a porta spalancata. E’ il raddoppio, che però non ammansisce i lupi austriaci.

Mirante si fa male e tocca a Pau Lopez, subito fulminato da una zuccata del solito Weissman, bravo ad aggirare Fazio per deviare un cross di Liendl. E’ il 2-2: per Fonseca il segnale di rimettere in campo i big che voleva risparmiare: dentro Pellegrini per il turco (fischiato dalla Curva) e Zaniolo per Perotti. Mossa giusta, perché il Wolfsberg smette di essere pericoloso e i giallorossi sfiorano il tris con Fazio, Diawara e Dzeko, su cui il portiere Kofler è assai bravo. Nel frattempo giunge la notizia del vantaggio del Basaksehir, che fa tremare l’Olimpico per il rischio di una beffa eliminazione in caso di nuovo gol del Wolfsberg, ma non c’è quasi tempo per avere paura. La qualificazione è della Roma, ma il sapore è agrodolce e nulla più.

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