La Roma si scopre in…difesa. Cali nella ripresa, portieri e cambi: Fonseca cerca rimedi

I giallorossi hanno l’8a retroguardia del torneo ma il 72% dei gol sono arrivati nei secondi tempi Friedkin delusi

di Redazione, @forzaroma

La sensazione è quella del “deja vu”, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. La Roma si ritrova con gli stessi punti dello scorso anno – al netto di quello sottratto per la sconfitta a tavolino col Verona – e con problemi di tenuta mentale che fanno riaffiorare l’antica litania: negli scontri contro le avversarie dirette la squadra di Fonseca sbanda.

I numeri di due stagioni, infatti, raccontano come in 19 sfide di alta classifica, i giallorossi ne abbiano vinte solo 3: nello scorso campionato contro Milan, Napoli e Juve (peraltro già campione d’Italia). E se l’attacco – 3° del campionato – lo è senz’altro (28 reti all’attivo), la difesa, pur sottraendo i 3 subiti a tavolino dal Verona, con 18 gol al passivo è appena l’8° della Serie A. Cosa che migliorerà l’umore del Cagliari, avversario di domani.

La domanda che circola a Trigoria è questa: perché nei secondi tempi il calo è così marcato? Le cifre non mentono: nei primi 45 minuti la Roma è la squadra che ha segnato di più (18 reti), ma nella ripresa sono piovuti 13 gol, con una media al passivo per la seconda frazione pari al 72% del totale: nessuna squadra del campionato ha fatto peggio. L’impressione è che, soprattutto contro le big, la coperta sia corta, soprattutto se le condizioni di alcuni giocatori non convincono.

Un altro tema, poi, è quello del portiere. Lopez e Mirante – per motivi diversi – non convincono. Se a gennaio arrivassero richieste per lo spagnolo, si potrebbe considerare un arrivo, ad esempio Sirigu (scambio di prestiti con Lopez?), altrimenti in estate si proverà a cercare uno fra Gollini e Silvestri. 

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