La Roma si risveglia con Dzeko e Mkhitaryan

Fonseca cambia 9 giocatori contro lo Young Boys e per un po’ soffre: poi entrano i big e cambia tutto

di Redazione, @forzaroma

È bastata mezz’ora di Roma, anche perché nei primi sessanta minuti in campo c’era solo una versione riveduta e corretta, anzi scorretta, della squadra giallorossa, scrive Gian Battista Olivero su La Gazzetta dello Sport.

Contro lo Young Boys, nella partita inaugurale del girone di Europa League, Paulo Fonseca ha scelto di non fare semplicemente un robusto turnover ma di presentare una squadra quasi completamente diversa da quella schierata domenica in campionato contro il Benevento: nove titolari diversi con esiti facilmente prevedibili. Fonseca nella ripresa è intervenuto schierando i califfi e ha ottenuto la vittoria che mette in discesa il cammino europeo. Ma la prestazione lascia molti dubbi e soprattutto non è servita a far migliorare la condizione di quei giocatori che poi saranno utili nel corso della stagione quando il tecnico ricorrerà a un normale turnover. In un primo tempo come quello di ieri, infatti, si corre a vuoto, si toccano pochi palloni e difficilmente si provano buone sensazioni.

Il rigore che ha sbloccato la gara per il vantaggio degli svizzeri è stato un gentile omaggio dell’incerto arbitro spagnolo Del Cerro Grande (non c’è contatto tra Cristante e Rieder), ma l’1-0 siglato dall’intraprendente Nsame è stato uno specchio abbastanza fedele di quanto si è visto prima dell’intervallo: la Roma non ha mai tirato nello specchio della porta e si è affidata solo a qualche iniziativa di Carles Perez. Il problema di una rivoluzione come quella voluta da Fonseca è che la squadra, oltre a non trovarsi tatticamente in campo, faticava a contrastare la fisicità avversaria perché c’era un numero troppo alto di giocatori fuori condizione o non messi a loro agio.

Quando a inizio ripresa Fonseca ha inserito prima Spinazzola e poi, tutti insieme Dzeko, Veretout e Mkhitaryan, le cose sono cambiate: il gioco ha iniziato a scorrere con maggiore fluidità e velocità e gli svizzeri non sono più stati in grado di trasformare la partita in una serie di duelli individuali. I giallorossi sono tornati a essere una squadra e così sono arrivati i gol di Bruno Peres (imbucata di Dzeko) e Kumbulla (testata su cross di Mkhitaryan) e altre situazioni pericolose che non sono state concretizzate.

 

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