La Roma si compatta intorno a Zeman: «Fai le tue scelte»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) – La Roma riparte esattamente da dove aveva lasciato. Piena fiducia a Zeman, in ogni sua scelta. Lui è l’allenatore e sulle «questioni di campo» ha un potere insindacabile, come è giusto che sia. De Rossi ed Osvaldo, dunque, dovranno rassegnarsi e adeguarsi alle direttive del tecnico boemo. Ieri è stato sostanzialmente questo il succo della ripartenza giallorossa, con il gruppo (dimezzato, a causa dei 13 nazionali in giro per il mondo) tornato a lavorare dopo due giorni di stop e la società che ha fatto sentire il suo appoggio (totale) all’allenatore giallorosso.

 

L’incontro L’atteso confronto, quindi, alla fine c’è stato. Il d.s. Sabatini e Zeman si erano già incrociati nel primo pomeriggio, poi terminato l’allenamento il boemo si è confrontato con l’intero management: Baldini, Sabatini e Fenucci. La dirigenza ha supportato il boemo, gli ha fatto sentire il suo calore, mostrandogli appoggio. «Sei tu l’allenatore, le tue scelte non si discutono: se ritieni giusto scegliere un giocatore piuttosto che un altro fallo tranquillamente», è il succo del discorso. L’unica accortezza suggerita a Zeman dai dirigenti è stata quella di avere un po’ di «diplomazia» in più nelle dichiarazioni ufficiali. «Sono rimasto basito nel leggere le motivazioni che ha dato Zeman sull’esclusione di De Rossi — ha detto in proposito Gian Paolo Montali, ex direttore operativo della Roma —, Daniele è un ragazzo che si impegna sempre». Ieri, tra l’altro, Sabatini ha parlato al telefono anche con De Rossi per sentire il suo stato d’animo e il centrocampista gli ha dato appuntamento per la prossima settimana al rientro dalla Nazionale.

 

Il retroscena A scatenare la vera polemica su De Rossi ed Osvaldo, infatti, non è stata la loro esclusione in Roma-Atalanta, quanto proprio le frasi del post-gara. «Pensano più ai fatti loro che alla squadra». Frasi lette come un’accusa di «scarsa professionalità» nei confronti dei due giocatori, dal punto di vista dell’intensità degli allenamenti. In realtà, il boemo si riferiva più ad una disponibilità tattica dei due: Zeman ha chiesto a De Rossi di giocare intermedio e ad Osvaldo di provare a «scivolare» a destra nel tridente d’attacco. La risposta di Daniele è stata che si sente un regista, quella di Pablo che vuole giocare al centro (nonostante a destra, con Zeman, nel 2006-07 abbia segnato 7 gol su 8 a Lecce). Ecco spiegato il «pensano più a loro che alla squadra», inteso come interesse personale in campo.

 

Tra Trigoria e stadio Intanto, però, a Trigoria l’altro escluso di lusso di domenica scorsa, Nicolas Burdisso, ha lavorato venti minuti a parte (da solo) con Cangelosi, il vice di Zeman, che gli ha dato tutta una serie di suggerimenti per rendere al meglio nello sviluppo dinamico della difesa alta. E mentre a Trigoria si studiava tattica, a Londra — dove era presente anche la Disney, che dal 28 dicembre ospiterà la Roma ad Orlando — l’a.d. Mark Pannes e il direttore commerciale Christoph Winterling incontravano sponsor e top-club europei (Barcellona e Valencia su tutti) a «Leaders in Football». Qui la Roma ha parlato anche di stadio: sorgerà a Tor di Valle (la zona dell’Eni-Ostiense ha troppi vincoli da superare, oltre che un’intera area da bonificare), ispirandosi all’Emirates Stadium dell’Arsenal.

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