La Roma festeggia i 50 anni di re Rudi ”E non mi fermo qui”

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Forse ci deve essere qualcosa nell’aria. D’altronde, se pensiamo che, prima di Rudi Garcia, il personaggio contemporaneo più famoso nato a Nemours – più o meno 13.000 anime incagliate nell’IledeFrance – è stato l’acrobata , mimo e giocoliere Philippe Petit, si capisce perché l’allenatore della Roma racchiuda in sé le tre caratteristiche di chi si avventura nel mondo del calcio: il gusto del rischio, il gusto del bluff e il gusto del gioco. Chissà, può essere che tutto questo oggi passi per la mente di Garcia, visto che – nel giorno in cui si compiono 50 anni – è consuetudine anche compilare bilanci.

 

 

FESTA & SOCIAL  Per scacciare qualsiasi malinconia, la Roma però è pronta a festeggiarlo nei modi consueti: brindisi, torta e l’affetto che la società ha cominciato a dargli fin dal primo giorno. Se il regalo per Rudi sarebbe la zona Champions, per celebrarlo intanto sono pronti dei video registrati dai giocatori e i saluti di Pallotta, più clip per Facebook e Twitter, con i tifosi che potranno scrivere auguri. La finalità è chiara: farlo sentire al centro del progetto. Per questo, furono in diversi a rimanere sorpresi quando un mese fa, nell’autobiografia uscita in Francia, Garcia raccontava anche di aver trovato «una lentezza amministrativa non da grande club» e strutture a Trigoria «vecchie e superate» che lui aveva rivoluzionato. Concetti, com’è ovvio, che non hanno fatto fare salti di gioia in società.

 

 

LIBRO: NUOVO CAPITOLO  Ma il destino lo aiuta a correre ai ripari. Nella versione italiana dell’autobiografia, in uscita a marzo («Tutte le strade portano a Roma »), ci sarà un capitolo aggiuntivo incentrato sull’avventura giallorossa e i beninformati, nella casa editrice, raccontano di aspettarsi parole al miele.

 

 

LA STORIA Di sicuro, la vita di Garcia, pur incentrata sempre sulle figlie Carla, Clara e Lena (che potrebbero festeggiare col papà), ha avuto un’accelerazione improvvisa. Voltandosi indietro, monsieur Rudi – famiglia di origini andaluse e nome di battesimo dovuto alla passione del padre per il ciclista Rudi Altig – può guardare senza rimpianti ai problemi alla schiena che gli accorciarono la carriera da calciatore masticata soprattutto a Lilla, Caen e Martigues. Dopo aver cominciato l’avventura tecnica come preparatore atletico, c’è stato il decollo che abbiamo imparato a scoprire tra CorbeilEssones, SaintÈtienne, Digione, Le Mans e Lilla, dove nel 2011 ha centrato la doppietta: titolo e Coppa di Francia, oltre alla gloria per essere eletto miglior allenatore della «Ligue 1».

«Sarai un Ferguson» Dal rapporto con la mamma al Subbuteo, dall’agguato di un violento fuori da un cinema alla passione per i casinò, l’autobiografia di Garcia è ricca di aneddoti molto belli. Ma non è escluso che il meglio debba ancora arrivare, visto che il presidente Pallotta gli ha pronosticato: «Sarai il nostro Ferguson». Un’investitura che sembra pronosticare tanti successi in arrivo. Perché il credo di Garcia è sempre uno: «Lavorare sempre e non fermarsi mai». Per questo alla Roma sono già innamorati.

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