La Roma è in bilico. Pallotta vuole di più, Friedkin aspetta e vuole rifare i conti

Aumento di capitale e mercato estivo. Il presidente investirà ancora nel club

di Redazione, @forzaroma

Il 20 aprile, potrebbe essere quella la data della ripresa, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Con la Roma di nuovo a Trigoria, divisa per gruppi e con tutte le dovute cautele. Per il passaggio di proprietà, invece, ci sarà da aspettare ancora. Perché da una parte c’è un presidente (James Pallotta) che non intende svendere, dall’altra c’è un acquirente (Dan Friedkin) che vuole aspettare per capire in che scenario economico si muoverà la “nuova” Roma.

L’intenzione di chiudere l’accordo c’è ancora, ma è evidente come le basi costruite con quella lunghissima due diligence (e che avevano portato ad un prezzo finale di circa 710 milioni di euro) adesso siano da ricontrattare.

Pallotta (e i suoi soci) avevano deciso di passare la mano, potendo contare su una plusvalenza di circa 80 milioni di euro. Plusvalenza che oggi sarebbe eventualmente azzerata dall’intenzione di Friedkin di scendere con l’offerta finale di cento milioni. Insomma, per Pallotta ci sarebbe un pari e patta. O, addirittura, una piccola minusvalenza. Cosa che all’imprenditore di Boston non può andar bene. Pallotta punta ad evitare che il capitale sociale si riduca di oltre 1/3, fattispecie che farebbe scattare la disciplina di «sicurezza» normata dal nostro codice civile (art. 2446 e 2482-bis ). Il presidente, tra l’altro, si troverebbe pure molto probabilmente a dover coprire in prima persona il mercato estivo. Dove, di conseguenza, potrebbe succedere di tutto. Anche che Pallotta decida di sacrificare quei due gioielli (Zaniolo e Pellegrini) che con Friedkin sarebbero invece più al sicuro. I conti, del resto, devono tornare e se la proiezione del bilancio della Roma pre-crisi era di un -110, oggi si rischia di sprofondare a -140.

Dall’altra parte, invece, Friedkin non ha fretta, anzi. Aspetta di capire e ha già fissato due date per vedere gli effetti contabili del Covid-19. La prima è il 30 aprile, quando verrà ufficializzata la semestrale traslata di un mese, la seconda è il 30 giugno, quando ci sarà la chiusura del bilancio e saranno effettive le reali perdite del club.

Di certo Friedkin non intende pagare più la stessa cifra (710 milioni), avendo la Roma nel frattempo perso di valore nei suoi asset strategici (e nei conti). Ed allora il grattacapo finale sarà proprio questo: come trovare un accordo? 

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