La Roma e il tricolore: “Un giorno che vale una vita”

La Roma e il tricolore: “Un giorno che vale una vita”

Sono passati 17 anni dalla conquista dello scudetto: la vittoria col Parma fece scatenare una festa interminabile che durò settimane

di Redazione, @forzaroma

Quando la Roma ha vinto lo scudetto nel 2001, i nati nel 1983 erano appena maggiorenni. Dovesse vincere il titolo il prossimo anno, i bambini nati in quel periodo festeggerebbero la maggiore età. Una cosa impensabile, quando Totti, Montella e Batistuta battevano il Parma: quella era una Roma in ascesa che, a detta di molti, sarebbe stata protagonista per tanti anni, scrive Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport”.

Ne parlavano nei giorni scorsi Delvecchio e Candela: “Mai avremmo pensato che la Roma avrebbe aspettato almeno altri 18 anni per rivincere e sarebbe ora di farcela” ed è dello stesso avviso Di Francesco. Da giocatore era un comprimario in campo ma una personalità importante nello spogliatoio, adesso è protagonista in panchina e in lui sono riposte gran parte delle speranze della gente. Che oggi tra radio e social ricorderà quella giornata, ma che dal passato si proietta nel futuro, visto che sono già più di 5mila gli abbonati che hanno rinnovato la tessera: “Un giorno indimenticabile, un anno straordinario. Quello scudetto fu davvero ‘ansiado'”, ricorda Batistuta.

Diciassette anni fa la città impazzì di gioia – che durò per settimane -, mentre oggi si lecca le ferite per lo scandalo sul nuovo stadio. Cosa ne sarà del progetto nessuno può saperlo, così come nessuno può sapere se un altro scudetto “ansiado” arriverà tra dodici mesi. Intanto, i protagonisti di quel giorno sono sparsi per il mondo. Di Francesco però sente ancora spesso i protagonisti della squadra di Capello e chissà che prima o poi non riesca a riportarli tutti a Trigoria. Sarebbe la prima volta dal 2001, al completo, ma magari sarebbe un modo per raccontare a chi c’è oggi cosa significhi vincere a Roma. “Una cosa che ti ricordi tutta la vita“, le parole di Aldair e Marco Amelia, che non erano titolari ma facevano parte a tutti gli effetti del gruppo giallorosso. Amelia stava sul palco al Circo Massimo, Batistuta e Delvecchio invece giravano in motorino camuffati per vivere la città come tifosi qualunque. “Un giorno così vale una vita“, la conferma nel pensiero di Abel Balbo.

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