rassegna stampa

La Roma domina ma a Strakosha “risponde” Lopez. La Lazio ringrazia

LaPresse

Dzeko-gol su uscita a vuoto del laziale, l’1-1 di Acerbi dopo un errore-comica del romanista

Redazione

Questo derby lo meritava la Roma, scrive Fabio Licari su La Gazzetta dello Sport Questo derby poteva davvero lanciare la fuga della Juve dopo il mezzogiorno di fuoco dell’Inter. Invece l’1-1 è quasi un successo della Lazio: sfruttando il recupero con il Verona, Inzaghi potrebbe volare al secondo posto, a due punti dai bianconeri caduti a Napoli.

La Roma però dà segnali da grande squadra, da tanto non giocava così bene. E chissà senza le papere dei due portieri – una a testa, ma soprattutto quella di Pau Lopez – come sarebbe finita.

Papere? "Paperissime". La prima (26’) sembrava già abbastanza per un derby: lancione di Cristante e Strakosha esce completamente fuori tempo, facendosi anticipare di testa da Dzeko. Poco dopo (34’) il collega romanista combina di peggio, con la collaborazione di Santon e Smalling, ma l’errore è suo: angolo, la palla gli si impenna sulla linea di porta, lui non la controlla, la «schiaffeggia», e Acerbi lo beffa come in una comica. Strakosha si fa perdonare con almeno una parata decisiva su Dzeko, Lopez non tocca più un pallone: la sua giornata di vacanza è la chiave di lettura del derby. E il merito è di Fonseca che, alla stretta di mano, aveva ricevuto un bel complimento da Simone Inzaghi («Sei proprio bravo», si capisce dal labiale). Il campo lo confermerà.

Il 4-2-3-1 della Roma è soltanto nominale: Fonseca sposta le pedine con creatività e buon senso, sorprendendo Inzaghi che non trova mai contromosse. Alla Lazio non riesce il solito gioco in ripartenza e verticale con pochi tocchi. Fonseca comincia scegliendo bene Spinazzola, inesauribile, per Kolarov. Sposta quindi l’esterno molto avanti sulla fascia, quasi ala, di fatto schierando una difesa a tre e obbligando Lazzari a fare il terzino. Ma non è finita: Kluivert infine si accentra e diventa mezzala. La Roma si potrebbe leggere con un 3-3-1 (Pellegrini)-3. I tre mediani sono piazzati a triangolo: Cristante imposta basso, Veretout a destra si mangia Luis Alberto e Kluivert – che la mezzala sia una prospettiva tattica? – costringe Milinkovic a difendere. Se a tutto questo aggiungiamo il pressing alto che la Lazio fatica a contrastare, si spiegano possesso (66%), i tiri (17-3), le occasioni da gol (alla Lazio quella del pari). Manca solo il risultato.

La Roma domina tatticamente e fisicamente. Ha sempre una soluzione: le discese di Spinazzola a sinistra, le incursioni di Kluivert, i dribbling sudamericani di Under e, al minimo cedimento, quel gigante di Smalling chiude tutto dietro, sempre in anticipo, sempre al doppio della velocità di Immobile e Correa, da tempo mai così male.