Lo Slavia Praga si arrende subito e non è mai pericoloso. Il belga chiude i conti e la squadra si gestisce in vista dell’Inter
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Come si prepara Romelu Lukaku al ritorno a San Siro dove verrà rumorosamente accolto da traditore? Segnando, scrive Pierfrancesco Arcetti su La Gazzetta dello Sport. E l’ottavo gol in dieci partite giallorosse non può che mantenere alta fiducia e spavalderia. La Roma non è soltanto Lukaku, d’accordo, anzi il migliore è El Shaarawy, ma avere il suo uomo di punta in piena esuberanza psico-fisica fa scordare la latitanza forzata del duo di creativi Dybala-Pellegrini e i rattoppi che cercano di tenere legata la squadra, perché l’emergenza infortuni continua. Ma in Europa resta a punteggio pieno e la Roma è favorita per il primo posto.
La banda di Mourinho fra l’altro mette la firma sulla partita nel primo tempo, quando Lukaku è più effervescente, mentre nella ripresa il belga, in gol per la 14a gara di Europa League consecutiva, sfiora il tris dopo un’ora e poi rallenta, cominciando a pensare all’Inter, fino al cambio nel finale. La squadra lo segue, lascia qualche pallone di troppo sulla trequarti con il teorico rischio di far rientrare in partita lo Slavia, ma a parte su un erroraccio di Schranz non sente troppi brividi.
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