La Roma aspetta il buon Pastore: “Dategli tempo”

La Roma aspetta il buon Pastore: “Dategli tempo”

Delio Rossi, suo primo allenatore in Serie A: “Deve sentirsi importante”. E Pellegrini scalpita

di Redazione, @forzaroma

In una Roma piena di gioia dopo il successo contro il Torino, tutti sanno che Javier Pastore stenta ad inserirsi nei meccanismi di un centrocampo degno di un orologiaio. “Può fare meglio”, ha detto Di Francesco. E allora cominciano le domande, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“. Gli interrogativi sono tanti, ma difficilmente l’allenatore derogherà dal suo 4-3-3, che al momento vede ai box anche Lorenzo Pellegrini e Diego Perotti.

Ma torniamo a Pastore. A raccontarlo meglio è Delio Rossi, il primo allenatore che l’argentino ha avuto in Italia, al Palermo. “Javier è un bravo ragazzo, semplice, pulito – racconta –. Uno innamorato del calcio. Voleva sempre avere la palla tra i piedi, andarsela a prendere dietro e portarla agli attaccanti. Secondo me ha quella potenza fisica che gli consente di fare bene anche la mezzala. Certo, ha bisogno di essere coccolato, deve sentirsi importante altrimenti tende a strafare per cercare importanza. Roma però è una città non facile ed anche tentatrice“. Un aneddoto lo racconta bene: “Una volta lo vidi un po’ avulso dal gioco, tant’è che non andava a fare la prima marcatura del mediano. Io dalla panchina naturalmente lo rimproverai. Ad un certo punto si fermò in mezzo al campo, sembrava quasi che stesse per sedersi per terra. Poi i nostri riconquistarono palla, gliela dettero, lui partì, ne scartò tre e tirò all’incrocio dei pali, facendo gol. Poi mi guardò fisso come a dirmi: “Io sono cos씓.

Capitolo Lorenzo Pellegrini: soffre la tanta concorrenza che c’è a centrocampo, visto che persino il nuovo acquisto Cristante è partito dalla panchina. Ha una clausola rescissoria di circa trenta milioni sfruttabile sino a fine luglio, ma il ragazzo ha scelto di restare alla Roma per giocarsi le sue carte e non perdere il treno della Nazionale. Di sicuro non mollerà, però a gennaio doverosamente farà un bilancio del suo impiego per capire se sarà il caso di cambiare aria o meno. Il problema non è raggranellare presenze, ma essere una pedina fondamentale della mediana. E questa certezza, con la concorrenza che c’è, Di Francesco non la può assicurare a nessuno, neppure a lui.

Un altro che metabolizza male le esclusioni è Perotti. L’argentino ha sirene dalla Spagna e dall’Argentina, ma per il momento non intende muoversi da Roma. Certo è che, oltre alla concorrenza di El Shaarawy, in questa stagione dovrà vedersela anche con Kluivert e lo stesso Pastore, che può essere impiegato nel suo ruolo.

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