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Gian Piero Gasperini li considera di un livello superiore. E nessuno, dei loro compagni, potrà mai offendersi o provare invidia. Perché occorre riconoscere quando due gioielli, per doti ed esperienza, si issano al di sopra di tutto, scrive Alessio D'Urso su La Gazzetta dello Sport. Paulo Dybala e Donyell Malen sono gli antidoti per il Napoli. Valori aggiunti della Roma. Su Dybala si potrebbero scrivere romanzi. Il miglior trequartista della Serie A risulta difficile da controllare quando sta bene: semplicemente decisivo. Soprattutto quando da destra, dove è stato ricollocato da Gasp, si accentra rapidamente incolonnandosi al centravanti in coincidenza con le percussioni di Celik: in quella posizione centrale la Joya diventa letale.E quando è davvero al top il trequartista può ricordare anche Lionel Messi con le sue sterzate rapide e il tiro in diagonale: a 32 anni non gli si può chiedere certo di attaccare come un tempo a campo aperto a velocità supersonica, ma se avrà spazio e tempo Dybala saprà sfruttare al meglio l'occasione provando anche il tiro dalla distanza.
E proprio il destinatario dei palloni d'oro del "postino" Paulo è lui, Malen, tre gol nelle prime 4 gare di campionato. Il bomber che mancava, il 9 che cercava Gasp a tutti i costi per finalizzare al meglio il gioco d'attacco della Roma. E l'olandese, con le sue 49 presenze in nazionale (è il titolare), ha già dimostrato qualità che nella Capitale sembravano mancare dalla notte dei tempi. Ovvero: profondità e tempismo, il tiro come ossessione (finora 27 conclusioni in 319', ogni 12' un tentativo) e la freddezza sottoporta. Non vedrete facilmente Donyell sprecare una corsa, regalare energie.
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