La prima di Eusebio

Di Francesco all’esordio in Champions: “Voglio carattere. Può essere già determinante”. E con il Cholo ha un conto aperto

di Redazione, @forzaroma

Sarà una battaglia e voglio vedere una squadra determinata, esattamente come quella che avremo davanti“. Mister Eusebio Di Francesco è pronto all’esordio in Champions contro l’Atletico Madrid di Simeone. E proprio con l’argentino ha un conto aperto, ad iniziare da quelle sfide face to face,in mezzo al campo, che da calciatore l’hanno visto quasi sempre soccombere, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport”.

Nella loro prima vita, quella da calciatori, Di Francesco e Simeone si sono affrontati in dieci occasioni. È successo nel ‘91-92 (le sfide tra Pisa e Lucchese in B) e poi quando Eusebio indossava la maglia della Roma e Diego ballava tra Inter e Lazio e quando poi Difra è volato a Piacenza ed ha continuato ad incrociare il Cholo biancoceleste. Di Francesco ha portato a casa due sole vittorie (il derby vinto 4-1 nel ‘99-00, e una con la Lucchese), per il resto due pari e sei sconfitte (compreso il clamoroso 5-4 dell’Inter all’Olimpico del 3 maggio 1999, con Eusebio che segnò il 4-4 della speranza giallorossa e Simeone a siglare in extremis il 5-4). Stasera è l’occasione per iniziare a riscattarsi.

Di Francesco arriva nell’Europa dei grandi con la squadra che sente più sua e perché qualcosa in Europa ha già fatto con il Sassuolo: “Mi auguro sia un esordio vero, la Roma ha vinto pochino in Champions, può essere determinante per la qualificazione. L’Atletico è una squadra che ha identità, sa quello che vuole. Due finali di Champions non le fai per caso, si vede che c’è un grande lavoro, pure mentale. In questo Simeone è un grandissimo tecnico. E per poter competere con loro dovremo mettere in campo le loro caratteristiche, essere al loro livello dal punto di vista dell’equilibrio e della battaglia. Avremo bisogno di giocatori come Strootman, di carattere, che si assumano le proprie responsabilità. E che mettano sul campo tutto quel che hanno“.

Stasera servirà un po’ di spada e un po’ di fioretto, perché le battaglie si vincono così, con qualità e personalità. “Voglio una squadra che resti sempre corta e compatta, sia nella fase offensiva sia in quella difensiva – chiude Di Francesco – Il fatto di non aver giocato a Genova può essere un vantaggio perché non abbiamo viaggiato, avendo più tempo per preparare questa sfida. Ma è sicuramente uno svantaggio per la classifica della A, perché vederci così indietro può non aiutarci mentalmente“.

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