«La Fiorentina che piace è solo a +3»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) «Se mi ha dato fastidio che la Roma abbia cercato anche Montella? No, qui il tecnico è importante, è chiaro che ci siano altri cento aspiranti. Ma sono felice di esserlo io». In realtà, gli altri «aspiranti» alla panchina della Roma erano molti di meno, solo 4. Ma Zeman esorcizza così il dualismo della scorsa estate, dove ci fu la possibilità di vivere stasera Roma-Fiorentina a panchine rovesciate. «Ma io con i viola non sono mai stato in trattativa, è una cosa che ho letto sui giornali». La sfida parte anche da qui, da due filosofie diverse. «La Fiorentina gioca bene: l’assenza di Jovetic l’ha privata in attacco di uno che va dentro spesso, ma fa tanto possesso palla, è molto pericolosa sui calci piazzati e le statistiche dicono che in ben 13 occasioni ha giocato meglio dell’avversario. Anche meglio di noi? Hanno solo tre punti in più, siamo sullo stesso piano».

 
TORNA DE ROSSI  E allora nella prima volta in cui ha tutta la rosa a disposizione (anche se Osvaldo, Pjanic e Lamela non stanno al meglio), il boemo fino a stasera si porterà dietro alcuni dubbi, Il primo è legato a De Rossi, di ritorno dalla squalifica di 3 turni per il pugno a Mauri. «Montella lo vuole a Firenze? Con i media che fanno disinformazione, non c’è da scherzarci su. Comunque nelle mie squadre non esistono scale gerarchiche, ma solo il campo. E Daniele è abituato a giocare in un centrocampo diverso, è un discorso solo tattico». Altra benzina sul fuoco? No, stavolta no. «Non so la sua quotazione, non posso dire se è sopravvalutato. Ma resto dell’idea che è difficile trovare dieci squadre che lo vogliano, per problemi economici e d’età. È un ottimo giocatore, importante: tra noi non è successo niente e spero ci possa servire».

 
QUANTI DUBBI Dopo aver glissato su Giraudo («Non mi fa effetto la sua condanna»), Zeman torna sui suoi dubbi. Già, perché con De Rossi torna anche Stekelenburg. «Per sapere se è motivato bisognerebbe entrare nella sua testa. Ma sta bene, ha lavorato con applicazione, anche se un portiere che non tocca la palla con le mani per tre settimane qualche problema può avercelo». Come i problemi sono davanti, dove torna Lamela («Ma non è al 100%») e dove Osvaldo è ancora alle prese con il dolore al collo del piede destro, che non gli permette di calciare bene («Dipende se avrà voglia di stringere i denti»). La soluzione di riserva, eventualmente, è l’avanzamento di Pjanic ad esterno destro alto, come a Siena. «Su di lui ho cambiato idea, può fare quel ruolo». L’impressione, però, è che Osvaldo stringerà i denti. C’è la Fiorentina, la sua ex squadra. Per lui, è anche una questione di cuore.

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