Kumbulla, la classe 2000 va in paradiso: “La Champions è uno stimolo”

Il difensore, ex Verona, completa una difesa a tre giovane: “A Roma per crescere”

di Redazione, @forzaroma

Domani, a Udine, Fonseca schiererà ancora una volta la difesa a tre, con i tre ragazzi Kumbulla, Mancini e Ibanez che, in attesa di Smalling (o chi per lui) stanno trovando quella “coesione” di cui l’ex  Verona ha parlato ieri in conferenza, dove aveva accanto il dirigente Zubiria che lo ha definito un “obiettivo centrato”.

Per il resto Marash – scrive Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport” – non si è dilungato troppo nelle classiche frasi da presentazione, ma ha cercato di mostrarsi per quello che è: un ragazzo di vent’anni cresciuto a Verona alle prese con il primo grande passo della carriera e della vita. “Un salto di qualità”, ha definito l’arrivo a Trigoria. Nella quotidianità fuori dal campo e in campo, viste le differenze tra Juric e Fonseca: “Con il primo si fa tutto a uomo, con il nuovo allenatore si lavora più di reparto”, ha sottolineato. Preferenze sul ruolo dice di non averne: “Posso giocare ovunque in difesa, ma devo migliorare nell’impostazione”. Alla sua età ha tutto il tempo, anche se a Roma sembra sempre essercene poco.

Lo ha capito in fretta, viste anche le parole di Pedro di qualche giorno fa che ha parlato chiaramente di obiettivo Champions: “Dichiarazioni così ci stimolano a fare ancora di più”. Stimolante, per lui, sarebbe anche giocare con Smalling, difensore che la scorsa stagione Kumbulla ha osservato molto. Stavolta però, dopo averne parlato nelle scorse settimane, non si sbilancia: “È un grande giocatore, ma io penso ai compagni che sono qui”. Non si sbilancia neppure quando gli viene chiesto della Lazio, che lo ha seguito a lungo in estate: “Quando si è presentata l’offerta della Roma non ho avuto dubbi”, si limita a dire.

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