Italia k.o. ma Roma batte Barça 4-1

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – F.Oddi) Il modello spagnolo è vivo e lotta con loro: se ne sono accorti i quattro romanisti in campo ieri a Misano Adriatico con l’Italia under 19,

alla ricerca di una qualificazione all’Europeo che per più di un’ora è sembrata in mano, e per un’altra decina di minuti comunque raggiungibile. La buona notizia è che tra gli under 19 la Roma ha più giocatori del Barcellona: Pigliacelli in porta seppure in procinto di passare al Parma, Barba in difesa, Verre sotto età a centrocampo, Politano subentrato all’ala, Sabelli in panchina, e se non si fosse fatto male pure Piscitella. Mentre la cantera blaugrana aveva un solo rappresentante, il terzino sinistro Alejandro Grimaldo, sotto età di due anni, ma non è che ieri abbia fatto questa grande impressione al contrario di Rodriguez Ruiz Jesé, del Real Madrid, che ha mandato fuori giri un paio di difensori prima di segnare il 2-1.

 

NIENTE MONDIALE Quella cattiva, di notizia, è che neanche questa volta i ragazzi della Roma faranno il Mondiale under 20: l’Europeo under 19 vale come qualificazione, su 8 partecipanti 6 vanno al Mondiale, due anni fa la squadra di Piscedda Bertolacci, Crescenzi, Brosco, D’Alessandro e Malomo, oltre a Borini e Destro centrò la fase finale ma chiuse all’ultimo posto il girone, perdendo Colombia 2011, la rassegna in cui provarono ad azzoppare Lamela. Quest’anno la squadra di Evani la fase finale in Estonia, non la farà neanche, e di conseguenza niente Turchia 2013. E pensare che dopo il 2-1 al Belgio l’Italia si era trovata sull’1-0 anche con i favoritissimi spagnoli: rilancio di Pigliacelli, disimpegno errato della difesa, vantaggio di Improta, svezzato a Lanciano da Carmine Gautieri. Al 27′ della ripresa l’1-1 su punizione di Gomez Campaña, dieci minuti dopo la pietra tombale di Jesé: Italia eliminata, comunque vada lunedì con l’Armenia.

PREDICOZZO«Resta il rammarico, perché sentivamo di essere vicinissimi all’impresa — racconta a fine gara Barba —, ma siamo calati nella ripresa, fisicamente e mentalmente». Pagato con il predicozzo di Arrigo Sacchi negli spogliatoi. «Alla fine ci ha detto che eravamo stati bravi lo stesso. Dopo averci detto che a un certo punto abbiamo smesso di giocare».

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