Inzaghi e Di Francesco, ora è vietato sbagliare: “Ma servirà il cuore”

l laziale: “Grande rispetto per la Roma, ma non la temiamo”. Il giallorosso può agganciare l’Inter e la zona Champions

di Redazione, @forzaroma

Strana la vita. Un emiliano e un abruzzese, stasera, avranno in mano il cuore di Roma. Simone Inzaghi ed Eusebio Di Francesco però non si scompongono, anche perché già da calciatori sapevano che il derby è una bestia dolce e terribile da domare.

La vigilia di Inzaghi è trascorsa tra il rammarico di avere molto uomini-chiave in condizioni precarie e il dubbio se puntare sulla formula iper-offensiva (Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile tutti in campo) oppure su quella meno sbilanciata che prevede il sacrificio di una delle quattro stelle. Alla fine a prevalere sarà la seconda ipotesi, con Luis Alberto (uno di quelli che non è ancora al top) che partirà dalla panchina. “Immobile, Parolo, Luis Alberto, Milinkovic e Bastos – si rammarica Inzaghi – hanno recuperato quasi del tutto, ma non ancora completamente”. Quella di stasera è però una partita in cui più delle condizioni fisiche conterà altro. “Dovremo usare testa, gambe e soprattutto cuore. Solo così si vincono queste gare”. Per la Lazio, oltre che per la supremazia cittadina, il derby conta tantissimo pure in chiave Champions.

Anche Di Francesco mastica dubbi, anche perché all’orizzonte c’è la partita decisiva contro il Porto. La prima scelta, infatti, sarà quella sull’utilizzo di De Rossi. “La più partita più importante è la prima, il derby – spiega il tecnico, che finora da allenatore non ne ha mai perduto uno –. Non possiamo ragionare troppo avanti. Ad oggi sta bene ed è migliorato tantissimo”. Meglio così, anche perché lo zoccolo duro romano e romanista potrebbe essere un’arma. “È importante. A volte ti può togliere o ti può dare. I romani, parlo di Florenzi e De Rossi, hanno tanta esperienza, credo che possano aiutare i compagni più che togliere qualcosa”. Il segreto forse è un altro. “Ci vogliono cuore e testa, ma mettiamo davanti il cuore e dietro la testa”.

(S. Cieri – M. Cecchini)

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