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Promessi sposi, ma con il sì che difficilmente arriverà prima del 30 giugno. Edin Dzeko e l’Inter si piacciono, il centravanti ha scelto il nerazzurro per giocare ancora la Champions League, ma la firma non è dietro l’angolo come sembrava, riporta "La Gazzetta dello Sport". Per dare ad Antonio Conte il primo rinforzo per l’attacco, servirà come emerso negli ultimi giorni un supplemento di trattativa: niente avvicinamento delle parti, seppure minimo, come sembrava ieri pomeriggio; nessun passetto in avanti per andare a chiudere.
Roma e Inter si sono sedute al tavolo per la prima volta mercoledì, ma ancora non si è apparecchiato niente, anche se tutto fa pensare che alla fine il pranzo si farà. Il bosniaco ha detto sì all’Inter già a marzo ed è un pallino dell’allenatore (che l’ha messo in cima alla lista della spesa), la società di Suning è pronta a fargli firmare un triennale da 4,5 milioni a stagione. I prossimi incontri con la Roma potranno dire qualcosa di più: al momento ballano ancora 10 milioni e le parti sembrano molto decise a non arretrare nemmeno di un centimetro. Nel primo faccia a faccia il ceo giallorosso Guido Fienga ha esposto sul centravanti bosniaco un prezzo da 20 milioni, mentre l’a.d. nerazzurro Beppe Marotta ha ribattuto offrendo la metà. A complicare l’affare anche il fatto che non ci sia accordo sulle contropartite: la Roma ha bussato alla porta nerazzurra per Pinamonti e Radu, l’Inter ha rilanciato con Merola. La scadenza del contratto giallorosso di Edin (nel 2020) e la precisa volontà di Conte di affidarsi all’esperienza del bosniaco fanno comunque pensare che è solo questione di tempo: per il ritiro di Lugano, insomma, Antonio avrà già il suo ariete.
(C. Angioni)
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