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Insulti, bandiere, provocazioni. Mancini e gli altri giocatori ultrà

Insulti, bandiere, provocazioni. Mancini e gli altri giocatori ultrà - immagine 1
Quello del difensore è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi accaduti nei derby della Capitale
Redazione

Storie di calciatori, sfottò un po' spinti e mondo ultrà. Quello di Gianluca Mancini nel derby di Roma è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi. Il difensore giallorosso, nel dopopartita, ha festeggiato la vittoria sventolando una bandiera con un topo al posto dell'aquila biancoceleste, simbolo della Lazio. Nella Capitale non sono nuovi a situazioni simili, scrive Marco Guidi su La Gazzetta dello Sport. Nel maggio 2022 Nicolò Zaniolo, allora giocatore giallorosso, venne punito con un'ammenda di 4mila euro per aver intonato un coro "dal contenuto ingiurioso e offensivo verso la società Lazio". Dall'altra parte Paolo Di Canio, cresciuto in curva Nord e idolo del tifo caldo biancoceleste, fu protagonista di esultanze a dir poco eccessive nel derby vinto dalla Lazio 3-1 nel 2004-05. E lo stesso Di Canio fu più volte pizzicato a salutare "romanamente" la sua di curva, non senza polemiche. Domenica Stefan Radu ha assistito a Roma-Lazio nella Nord biancoceleste, sfoggiando (involontariamente?) una felpa degli ultrà dai connotati neonazisti.

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