Il Genoa gioca l’asso Strootman, l’ex più rimpianto

L’olandese è uno dei segreti della rinascita rossoblù ed è ancora molto legato alla Roma. In campo anche Destro. Perin k.o., Marchetti fra i pali

di Redazione, @forzaroma

Storie di amori e delusioni, di amarezze e pure di qualche rimpianto. Il giorno in cui Kevin Strootman ha rimesso piede in Italia, il 15 gennaio scorso, c’è stato solo un momento in cui durante la sua presentazione ufficiale la voce s’era incrinata, scrive Filippo Grimald su La Gazzetta dello Sport.

Non a caso, proprio quando il discorso scivolò sui suoi trascorsi giallorossi. Un amore interrotto, ma mai tramontato, e lo dimostrarono pure le (tante) telefonate di bentornato ricevute dal suo vecchio mondo romanista. Oggi le loro strade si incroceranno di nuovo dopo la separazione del 2018, e insieme al suo sarà un ritorno anche per Mattia Destro, un altro ex che in giallorosso ha segnato (e non poco), ma senza che scoccasse mai davvero la scintilla con la piazza. Oggi per loro è una gara speciale, anche se il Genoa si presenta all’Olimpico con l’assenza pesante di Perin, infortunato dell’ultima ora, e sostituito fra i pali da Marchetti.

La storia di oggi racconta di un Genoa che per loro (ma pure per Zappacosta e Scamacca: Pellegrini è out per infortunio) ha significato molto in questa stagione, per rinascere o riconfermarsi ad alti livelli. Certo, la storia di Kevin colpo di gennaio per il Grifone è significativa. Arrivato a sorpresa sotto la Lanterna grazie a un’intuizione del diesse Marroccu, ha impiegato pochissimo per tornare ai suoi livelli, dopoché l’ultimo periodo a Marsiglia non era stato per lui felicissimo. Un affare per due: Strootman voleva fortissimamente ritornare in Italia, il Genoa aveva bisogno di un leader assoluto a centrocampo. E in una mediana ben assemblata da Ballardini (con Badelj e Zajc al suo fianco, anche se oggi in mediana potrebbe trovare posto Rovella), il successo è stato immediato. Un leader naturale, abituato da sempre a platee di prestigio, ma che qui ha compreso subito le necessità e le priorità di un gruppo che aveva come obiettivo una salvezza — quando lui era arrivato — tutt’altro che semplice da conquistare. Il tempo sta dando ragione a entrambe le parti per la scelta fatta. “Difficile che possano dare qualcosa di più di quanto già fanno abitualmente, cioè tantissimo, anche se per loro sarà una gara speciale“, ammette Ballardini, contento del suo rendimento, e pure di quello di Destro.

 

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