A Liverpool Di Francesco sbaglia assetto e l’egiziano si rivela letale (doppietta di Firmino). Quando esce i giallorossi segnano due reti

È stato a lungo un massacro, un inferno, un’angoscia senza fine. Roma letteralmente in balìa di Salah, un indemoniato che ha segnato due gol, servito due assist e che nessuno è riuscito neanche a vedere, altro che fermare. Un mostro. E Firmino incantevole quasi quanto l’ex giallorosso. Come riporta "La Gazzetta dello Sport", poteva chiudersi qui la semifinale, senza che il ritorno avesse più senso, un k.o. tecnico umiliante. Ma la Roma, ecco l’unico merito di una serata sbagliata, a cominciare dalle scelte di Di Francesco, non s’è arresa. S’è rimessa a posto con cambi tardivi, ma necessari, di uomini e sistema. E dallo sprofondo del 5-0 s’è arrampicata nel finale su un 5-2 che sempre batosta è ma, almeno, rimette le cose come dopo il Barcellona. All’Olimpico serve il 3-0 e all’Olimpico ci si aspetta quello che s’è visto contro Messi. Il Liverpool è forte, i giallorossi però lo hanno ingigantito.

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Negli ultimi minuti del primo tempo di è scatenato Salah come spesso gli è successo in stagione: le cifre, due gol (1-0 e 2-0) e due assist (3-0 e 4-0), non possono spiegare tutto. Sembrava Messi al doppio della velocità. Kolarov non riusciva mai ad abbassarsi per proteggere Juan Jesus. Il centrocampo cadeva sotto il pressing di Milner e Wijnaldum (dentro subito per l’infortunato Oxlade-Chamberlain). E la Roma si spezzava in due tronconi che soltanto De Rossi nel primo tempo, e Nainggolan con discreta continuità, provavano a ricomporre. Due gol di Salah nel primo tempo. Tre nella ripresa, Mané e due volte Firmino, prototipo del centravanti moderno, a tutto campo, con un’intelligenza pari al senso del gol.

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Soltanto a questo punto Di Francesco reagisce. Fuori Jesus e De Rossi stanchissimo, dentro Perotti e Gonalons, con Schick che aveva già sostituito Ünder. La Roma, spinta dall’orgoglio, dalla freschezza di Perotti, dal movimento di Schick, non lascia più solo Dzeko: il bosniaco firma il 5-1 a modo suo, danzando in area, e poi Perotti mette dentro il rigore del 5-2 per mano in area di Milner. Cinque sono troppi comunque: nelle ultime sei trasferte la Roma ne ha presi 17 e ancora una volta, lontana dall’Olimpico, è affondata. Ma la semifinale è lunga 180’. La Roma l’ha già fatto una volta. Sarà più difficile ma, dopo Real-Juve e Roma-Barça, niente è più impossibile.

(F. Licari)

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