Il caso Diawara, gli addii al vertice, il decollo: dal Verona al Verona è cambiato tanto

Struttura societaria e squadra hanno cambiato parzialmente faccia

di Redazione, @forzaroma

A pensarci bene, l’unica cosa che rende simile il Roma-Verona di stasera con la partita d’andata, giocata al Bentegodi il 19 settembre scorso, è il fatto che Edin Dzeko non ci sarà, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Per il resto, da quell’esordio in campionato, nel mondo giallorosso è cambiato tanto, con la famiglia Friedkin motore del rinnovamento. Certo, si è cominciato col freno a mano tirato per via del caso Diawara. L’errata collocazione del guineano in lista, pur non arrecando alcun vantaggio alla squadra, ha trasformato lo 0-0 sul campo nel 3-0 a tavolino inflitto dal giudice sportivo e confermato in appello. La partita però, almeno in questo caso, non terminerà neppure stasera, visto che a metà febbraio andrà in scena il terzo grado presso il Tribunale Nazionale del Coni. E che il club giallorosso mastichi amarezza emerge sia per il fatto che gli scaligeri abbiano «appoggiato» l’accusa, sia perché Pantaleo Longo – ex segretario della Roma (accusato dall’opinione pubblica, almeno in parte, del pasticcio burocratico) abbia trovato un ruolo come Direttore Operativo proprio nel Verona. Storie di scrivanie, insomma, come quella di vice presidente abbandonata in questi mesi da Baldissoni o quella di «Chief Strategy Officer» lasciata da Paul Rogers, mentre Manolo Zubiria e Gianluca Gombar – rispettivamente “Chief Global Sporting Officer” e team manager – sono stati sollevati dall’incarico. Insomma, più o meno una specie di «spoil system» in salsa giallorossa.

Ma anche la squadra ha cambiato parzialmente faccia. Mentre al Bentegodi aveva ancora ruminato incertezze, un girone più tardi, la Roma si scopre terza in classifica con merito, anche se l’affollamento al vertice non consente rallentamenti. Nel frattempo, da settembre, il dualismo tra Lopez e Mirante è ancora aperto, Smalling è tornato in giallorosso (ma non ha ritrovato ancora lo smalto della scorsa stagione), Karsdorp e Spinazzola hanno capito che possono dominare le fasce e Villar è diventato il volto nuovo (e bello) del centrocampo. Anche dalla trequarti in su lo shekeraggio sta producendo effetti. Lasciando per un momento da parte il caso Dzeko e la “scoperta” Mayoral, la Roma ha trovato un Mkhitaryan sempre più protagonista come goleador e uomo assist.

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