Idea Pellegrini: battere una big per arrivare in Champions

In campionato mai un successo negli scontri diretti. A giugno il rinnovo

di Redazione, @forzaroma

Chiamarsi Lorenzo non è un merito, lo è invece vedere il proprio nome affiancato all’aggettivo “Magnifico”, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Ecco, noi che mastichiamo iperboli tutti i giorni, sappiamo che Lorenzo Pellegrini e Lorenzo Insigne ce l’hanno fatta. Nella storia minima del calcio il capitano della Roma e quello del Napoli si stanno già costruendo la loro nicchia d’importanza, che il c.t. Mancini all’Europeo vuole vestire d’azzurro Nazionale. Se entrambi sono Gemelli come segno zodiacale (19 giugno il giallorosso, 4 giugno l’azzurro), il romanista ha però quattro anni di meno, quelli che servono per sentirsi ancora nel pieno della sua ascesa.

È per questo che stasera sarà lui a incarnare quello spirito che Paulo Fonseca ha chiesto ieri, scacciando gli incubi che assediano l’universo giallorosso da quando la Lega di Serie A, facendo slittare il rinvio di Juve-Napoli dal 17 marzo al 7 aprile, ha, secondo la Roma, favorito i partenopei, che non hanno più avuto l’impegno infrasettimanale come i giallorossi. Il tecnico ha investito Pellegrini del compito di trasmettere alla Roma tutta la grinta che occorre in quella che pare una partita spareggio. Lorenzo lo sa, ed è pronto a sdoppiarsi. Partirà come trequartista ma, se la partita faticherà a mettersi sui binari giusti per i giallorossi, è pronto ad arretrare anche in mediana, per consentire una squadra ancor più a trazione anteriore. D’altronde, tocca anche al capitano vincere l’idiosincrasia della Roma negli scontri diretti al vertice. E se il bilancio complessivo di Fonseca (2 campionati) in questo senso è finora di 3 vittorie in 20 partite, in questa stagione il dato è ancor più preoccupante, perché i successi sono zero, a fronte di 3 pari e 5 k.o.

Intanto dopo un paio di incontri preliminari l’agente Pocetta e il g.m. Pinto hanno deciso di rivedersi a fine stagione per concludere la trattativa per il rinnovo del contratto. Il lieto fine, sussurrano tutti, è assicurato. Ma per farlo materializzare la Roma ha bisogno di rientrare nell’Europa dei grandi.

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