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La Gazzetta dello Sport

I nove giorni di Mou. Tattica, cambi e 140mila tifosi: così la Roma si gioca tutto

Bologna, Leicester, prima di tutto, e poi la Fiorentina indirizzeranno tutti i giudizi della stagione della Roma

Redazione

Proprio in questi giorni, un anno fa, Dan Friedkin incontrava a Londra quello che il calcio conosce come Special One, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Non sappiamo come si concluderà questa stagione, ma una cosa appare certa: José Mourinhoha cambiato la Roma, ricevendo ieri i complimenti dallo stesso Dan. Per capire poi se riuscirà, al primo colpo, a estinguere quella fame di trofei che nell’universo giallorosso dura da 14 anni, occorrerà che l’inizio di maggio sia gestito nel migliore dei modi possibili. Bologna, Leicester, prima di tutto, e poi la Fiorentina indirizzeranno tutti i giudizi. Motivazioni, tattica, infortuni, turnover: la gestione di ogni aspetto potrebbe essere decisivo. Partendo dal primo punto, difficile sbagliare se si ritiene che sul fronte della personalità nessuno come l’allenatore portoghese sappia trasmetterla in tempi rapidi. I primi risultati già si vedono: sul terreno di gioco e fuori. Domani contro il Bologna e giovedì contro il Leicester l’Olimpico sarà tutto esaurito: 140.000 persone a spingere la squadra verso la conquista del 5° posto in campionato e, soprattutto, la finale di Conference League. Poi lunedì 9 maggio, a Firenze, andrà in scena quella che rischia di essere una sorta di "spareggio" per suggellare la stagione del salto di qualità. E se le motivazioni vengono dall’entusiasmo, la Roma ha già vinto.

Conta la testa. Veretout l'asso nella manica?

Tre partite diverse, da affrontare - come dice lo stesso Mourinho - utilizzando "la testa più che il cuore". Si comincia col Bologna, sulla carta la più semplice, ma per certi versi la più insidiosa. Da Trigoria si racconta che la Roma sia tornata esausta da Leicester, complice anche un controllo di sicurezza più lungo del solito. Ma la squadra di Mihajlovic non fa sconti a nessuno. Ovvio, però, che verrà all’Olimpico per fare la partita. Quindi toccherà ai giallorossi sbloccare il match per poi giocare negli spazi, come predilige. Il segreto? Far girare la palla velocemente e cercare gli uno contro uno vincenti: il resto verrà da sé. Discorso diverso, invece, quello contro il Leicester. L’allenatore portoghese sa che la squadra di Rodgers difficilmente imposterà la partita come all’andata, assediando la Roma fin dall’inizio. il suo obiettivo sarà quello che i padroni di casa, spinti dal pubblico, lascino dietro la linea difensiva quegli spazi in cui i suoi attaccanti sono abili a muoversi. Insomma, il divieto di offrire la profondità al Leicester sarà la chiave della sfida di Coppa. Invece, proprio la profondità sarà ciò che la Roma andrà a cercare il 9 maggio contro la Fiorentina. Dopo il doppio flop contro Salernitana e Udinese, la Viola dovrà fare una partita d’attacco per cercare l’assalto al quinto posto. In quel caso, potrebbe essere proprio la squadra di Mourinho a poter approfittare degli spazi che avrà a disposizione. L’asso nella manica? Il ritrovato utilizzo di Veretout, che può fare sia da centrocampista di posizione che da incursore a seconda del bisogno.