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La Gazzetta dello Sport

Hakan-Henrik, serve un guizzo per la gloria

Getty Images

Inter-Roma oppone tante sfide interessanti: una è quella tra Calhanoglu e Mkhitaryan

Redazione

Modi diversi di inventare, di illuminare la fase offensiva e accendere il pubblico, come riporta La Gazzetta dello Sport. Eh sì che le premesse a inizio stagione erano agli opposti: Hakan Calhanoglu è stato l’uomo indicato da Inzaghi all’Inter per sostituire Eriksen e per far decollare il suo progetto, mentre per Henrikh Mkhitaryan l’arrivo a Roma di Mourinho sembrava potesse essere un boomerang, dopo che l’avventura vissuta insieme a Manchester era finita con un po’ di freddezza tra i due. E invece Micki ha dimostrato di essere una pedina fondamentale per le ambizioni della Roma: ha aspettato il suo momento e conquistato la fiducia di Mou, che adesso sa di avere un’arma in più per scardinare le difese avversarie. Hakan ed Henrikh stasera avranno tanti riflettori puntati addosso: dopo una stagione sull’altalena, tra alti di grande qualità e bassi a volte davvero anonimi, i due arrivano all’appuntamento del Meazza in ottima condizione, mentale e fisica. Toccherà a loro accendere le luci a San Siro. Calha ha messo la firma sulla nuova scintilla scudetto: con quel rigore realizzato - al secondo tentativo - in casa della Juve, ha rianimato una squadra che sembrava aver perso la strada per la gloria. Sette reti in A, ma soprattutto otto assist: Calha è l’arma in più quando si tratta di sbloccare la partita, ogni angolo diventa una potenziale palla gol, una minaccia per gli avversari non semplice da leggere in anticipo. Dall’altra parte, invece, Mkhitaryan è il vero ago della bilancia della Roma di Mou. A inizio stagione faticava un po’ nel ruolo di esterno sinistro del 4-2-3-1, pagando dazio all’obbligo di dover fare rientri difensivi con continuità. Poi, quando si è passati alla difesa a tre ha ritrovato smalto e brillantezza. Una seconda gioventù, di fatto, con l’armeno che balla tra il ruolo di mezzala e quello di trequartista offensivo. A lui spetta il compito di legare i reparti, di tenere insieme centrocampo e attacco. Quando si abbassa come mezzala deve creare densità in mezzo al campo e aumentare la qualità nel palleggio e nella costruzione dal basso. Quando invece si alza in posizione di trequartista, Micki deve lasciar libera la sua grande fantasia, trovando magari anche il modo di inventare qualche assist. Ad oggi, forse, è il giocatore più decisivo della rosa giallorossa. Con il contratto da rinnovare il prima possibile, visto che va in scadenza a giugno.