Grazie a Spalletti Edin ha scoperto gli «occhi da tigre»

Dallo scorso luglio tutto è cambiato. Nonostante gli errori dal dischetto, finora in questa annata ha realizzato 5 doppiette in campionato, portando in dote 13 punti

di Redazione, @forzaroma

L’ultimo calciatore ad aver vinto la classifica cannonieri e lo scudetto si chiamava Zlatan Ibrahimovic e, grazie a suo padre Sefik aveva in circolo sangue bosniaco. Non nascondiamoci: sarebbe un vero e proprio sberleffo alla Juventus, visto che l’a.d. Marotta, pur avendo grande stima di Edin Dzeko, aveva detto di aver virato su Mandzukic perché aveva diverse caratteristiche dal punto di vista caratteriale. In pratica, Edin era troppo buono. E invece adesso, dall’alto dei suoi 18 gol, il centravanti giallorosso ora patisce solo una cosa: la sua mancanza di freddezza dal dischetto, tant’è che domenica – fallito il rigore contro il Crotone (il 3° dei 6 calciati nella Roma) – ha deciso di mollare, ricorda Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“.

Ma Dzeko può consolarsi anche adesso, visto che finora in questa annata ha realizzato 5 doppiette in campionato, portando in dote 13 punti, grazie a quelle reti che sono risultate determinanti per l’esito della partita. Reti peraltro giunte in tutti i modi: 11 di destro, 6 di sinistro e 1 di testa. E il maggior numero di grazie li deve a Salah. Proprio come a Crotone, l’egiziano per 4 volte gli ha servito palloni al bacio, seguito in questa graduatoria da Totti, Florenzi e Perotti con 2. Ma occhio alle sorprese, perché – dopo Strootman (76) – il giallorosso che lo ha più cercato è Szczesny (70). Segno che lo schema del lancio per il centravanti è una delle costanti del gioco.

Nel giorno della presentazione, lo stesso Spalletti dichiarò: «È il mio centravanti ideale». Poi però, proprio per qualche lacuna caratteriale, nella scorsa stagione il rapporto era parso sfiorire. In estate però, quando Dzeko gli dichiarò la sua voglia di restare e di riprendersi la Roma, il tecnico gli ha dato subito fiducia venendone ripagato con «occhi da tigre». Anche se le punzecchiature non sono mancate. Dopo la partita di Udine, ad esempio, ha fatto scalpore la sua frase: «A volte è troppo molle».

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