Il protagonista del derby è il più in condizione e ingaggerà un contrasto molto fisico con il francese. La missione più complicata è di Celik su Leao
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La fase d'attacco del Milan è sicuramente più codificata, ma non per questo più prevedibile, scrive Fabio Licari su La Gazzetta dello Sport. Nella Roma c'è margine per l'improvvisazione: Lukaku accentra palloni e manovra, Dybala libera la sua classe anarchica a tutto campo. Giroud è il Lukaku di Pioli, ma si nota meno. Non s'impegna in controlli, sponde e ripartenze palla al piede. Il compito principale è creare spazi, come Benzema, con altra tecnica però, faceva nel Real per Ronaldo. Mancini, sbandieramenti a parte, è il più in condizione e ingaggerà un contrasto molto fisico con Giroud: il francese potrebbe però andare a "cercare" Smalling per squilibrare la linea difensiva giallorossa. La missione più complicata è di Celik, se Leao confermerà i numeri recenti: quando il portoghese parte in velocità è difficile resistere al suo dribbling, Mancini dovrà sdoppiarsi verso destra. Sbilanciamento che potrebbe favorire Pulisic sull'altro fronte.
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