L'ex attaccante oggi commentatore tv. "Nonostante fosse il “Core de Roma” aveva una semplicità e un’umiltà disarmante"

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VIDEO - Ultimo saluto a Losi: cori e striscioni fuori la chiesa. L'omaggio della Sud

C’era la sua gente, i tifosi, gli amici, le istituzioni e anche qualche avversario, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Tutti lì per tributargli l’ultimo saluto. E poi ex giocatori, tra cui Bruno Giordano, uno che martedì non era certo lì per caso alla chiesa San Paola Romana, alla Balduina. No, Bruno c’era perché lo legava un rapporto speciale con Giacomino Losi, che lui ha sempre chiamato affettuosamente Mino. Al di là del tifo, della passione, e dell’appartenenza. Stavolta Roma e Lazio non c’entrano. O forse anche sì, ma in modo diverso. Perché il calcio spesso sa anche unire, invece che dividere.

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"Ero legato a Giacomo da tanti anni, mia moglie Susanna è cresciuta con sua figlia Daniela. - dice GiordanoCosì tanto che quando la conobbi, nel 1981, lei era in macchina proprio con in braccio il nipote di Giacomino, il figlio di Daniela. È un momento a cui sono molto legato, da quel giorno Susanna è diventata la mia metà".

Che ricordo ha dell’uomo? "Ho sempre frequentato casa sua, Giacomo mi è stato anche di grande aiuto in un momento particolare della mia vita, quello della squalifica. Lì non esistevano colori o maglie, ma solo l’uomo. Grande, immenso, anche se non nel fisico. Nonostante fosse il “Core de Roma” aveva una semplicità e un’umiltà disarmante. Era divertente e pieno di energia, sapeva trasmetterti sempre empatia".

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