Gioiello di Lamela. E la Roma sale al quinto posto

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport-P.Archetti) Prendersi l?Europa attraverso il campionato senza dipendere dalle insidiose variabili della Coppa Italia:?? questa la nuova missione della Roma, rientrata nel ballo per una stagione internazionale proprio prima di vivere la seconda semifinale di coppa, mercoled? a San Siro contro l?Inter.?I nerazzurri hanno dato una mano all?idea romanista facendosi battere dal Cagliari: quanto alla Lazio, agganciata ieri, ogni bilancio va stilato stasera quando la Roma guarder? interessata la sfida alla capolista. I giocatori vedranno la partita perch? non avranno altri impegni, visto che la comitiva non ? tornata nella capitale ma si ? mossa verso Novara. Che sia un maxi- ritiro o una seccatura in meno ? due volte il viaggio verso nord in tre giorni ? dipende dagli ondivaghi stati d?animo del clan.?Dopo una vittoria del genere si dir? che cementa il gruppo.

I motivi -?Se il Torino avesse acchiappato il 14? pari della stagione, non ci sarebbero state denunce per furto e i due allenatori sono d?accordo.?Per? i granata sono arrivati vicini all?esito comodo soltanto con i calci piazzati:?due volte Cerci ha imprecato prima con un palo poi con una traversa, per? sempre su punizione. Le azioni fluide del Toro migliore, le risalite radenti fascia-centro-fascia e le forbiciate per sgomentare i rivali, non si sono viste. La miseria di tre altri tiri in porta, quindi la confusione e le deviazioni mancate sui cross del finale, quando la Roma ? rimasta in dieci per il doppio giallo a Balzaretti, ex insultato e mandato in tilt. I granata sono stati poco squadra e molto Cerci, nel senso che soltanto l?esterno, nonostante parecchie pause e alcune esagerazioni, ? riuscito a tenere in corsa i suoi. La solidit? nella coppia di centrocampo Vives-Gazzi ? stata l?altra sicurezza di Ventura, cui ? mancata invece attenzione difensiva. Inoltre ? fiacco l?intero corridoio sinistro per le difficolt? di Santana e la svagatezza di Masiello. Dopo un punto in tre gare restano otto lunghezze sulla linea della caduta, un discreto cuscino.

Allenamento?- Anzich? avere il pregio di aggressivit? e tecnica, almeno due reti sono sembrate prove di allenamento, quando il difensore deve essere tenero per non infortunare i compagni. Cross da fermo di Balzaretti per Osvaldo, con Ogbonna che non trova la posizione e la cerca affannosamente con le mani; pari con altro invito senza opposizione di Cerci, Burdisso meno solido di Bianchi e perde il contrasto di testa (fortuna vuole che la punta abbia il rimbalzo a favore, mentre ? girato verso la porta).?Anche il nuovo sorpasso ? frutto di un eccesso di libert? concesso a Lamela, per? l?argentino riesce a sistemare il pallone all?incrocio opposto. Certi tiri non riescono sempre nemmeno nelle scommesse di fine seduta.

I movimenti Non ci sono soltanto classe e disattenzioni nel centro che porta la vittoria. Andreazzoli, al primo 4-3-3 simil Zeman dall?inizio (ma con Dod? punta), nella ripresa ?allarga ? pi? il campo, quasi per imitare il 4-2-4 granata, ma anche perch? l?infortunio di Pjanic costringe il tecnico a immettere Totti, alla prima panchina per scelta (riposo) del campionato, mentre il compare De Rossi ? fuori per infortunio. La Roma si sbilancia in un 4-2-1-3 che appoggia quattro pedine offensive sull?ultima linea del Torino, annullando qualsiasi superiorit? numerica. Giochiamocela a parit? di coraggio, dopo la prudenza iniziale: cos? l?allenatore va a cercarsi l?Europa senza dipendere da altri. Se poi arriva anche grazie alla Coppa Italia, non sar? schifata

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