Garcia e la Roma dei pretoriani: «Voglio carattere»

“I giocatori ora devono prendersi le proprie responsabilità, mettere tutti qualcosa in più per aiutare i compagni ed evitare che certe gare si ripetano ancora” ha dichiarato ieri il tecnico in conferenza stampa

di Redazione, @forzaroma

Difficile pensare che quella di oggi pomeriggio contro il Genoa sia l’ultima panchina giallorossa per Garcia, a meno che non si crolli anche davanti alla squadra di Gasperini. In caso contrario, il francese potrà tirare un sospiro di sollievo: «So quali sono le regole del gioco, non sarebbe un problema — sostiene Garcia in conferenza stampa — Non ci penso, ho altre battaglie da portare avanti. Ma resto motivato. Conosco la mia squadra e credo nei ragazzi».

Per concludere questo percorso Garcia si affiderà ai suoi uomini fiducia. Pretoriani, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport“. Soldati a guardia del corpo del capobranco, come piace autodefinirsi al tecnico francese. Sono: Gervinho su tutti, ma anche Digne, Nainggolan, Pjanic e Manolas. I fedelissimi di Rudi. «È una gara dove dobbiamo dimostrare carattere e forza mentale. Lo Spezia è stato il “punto” nero della stagione, un grande fallimento, ma in campionato è ancora tutto aperto. I giocatori ora devono prendersi le proprie responsabilità, mettere tutti qualcosa in più per aiutare i compagni ed evitare che certe gare si ripetano ancora».

In caso di tonfo si aprirebbe una situazione ancora più complicata di quella attuale. La Roma, di fatto, spera di portare la barca in salvo con Garcia e poi a giugno decidere il da farsi. Questo perché al momento una soluzione considerata ideale da Baldissoni e Sabatini non c’è. Lippi è ritenuto oramai un ambasciatore di calcio, Capello si è chiamato fuori da solo, Spalletti costa molto ed ha un retaggio con il passato che non piace e Di Francesco paga il fatto di conoscere l’ambiente. Ecco perché la Roma spera di non dover decidere subito, perché in mano una soluzione di riserva ideale non ce l’ha. A giugno, in caso, sarebbe un’altra storia.

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