Gabrielli-Pallotta: cani, porci e litigi che non servono alla gestione Usa

Questi sgarbi istituzionali non promettono nulla di buono, né per i rapporti con le autorità né per il prosieguo dell’avventura di Tor di Valle

di Redazione, @forzaroma

Quella di ieri, a livello istituzionale, è stata una giornata da dimenticare per botta e risposta con offese. Il Prefetto «maltratta» Pallotta, lui gli risponde in modo scomposto, quello lo rimette a tacere. Uno scontro senza precedenti, come sottolinea Alessandro Catapano su La Gazzetta dello Sport. Fatto sta che dai «fottuti idioti» al dubbio amletico se essere «can che abbaia o porco che grugnisce», James Pallotta continua a farsi del male, e chissà se si rende conto del danno di immagine che provoca a se stesso, sempre più Donald Trump de’ noantri, e alla Roma, ormai ridotta a macchietta, abbandonata dai suoi tifosi, rimproverata dalle istituzioni, tra risultati altalenanti e senza i soldi per completare il faraonico progetto-stadio (sbagliato il business plan), sbertucciata perfino dal vice presidente del Senato Gasparri, in radio ha dedicato un’«ode tragica a Garcia, che all’inizio fu pimpante, ma poi in seguito calante…».

Dopo il botta e risposta con il Prefetto Gabrielli che prima lo ridicolizza poi gli concede un incontro per domani, tanto lui riceve «cani e porci, basta chiederglielo», arriva «buca» rimediata poco dopo dal commissario Tronca che manda avanti i suoi vice, degna del «manco dottore, quello è dottorino…» dello sketch con Verdone, fanno ridere tutti gli altri, non i romanisti, sempre più perplessi. Atteggiamenti indisponenti, capacità limitate, assenza di strategia.

Questi sgarbi istituzionali non promettono nulla di buono, né per i rapporti con le autorità né per il prosieguo dell’avventura di Tor di Valle. Per dire del livello di stima toccato da Pallotta, ieri il commento più carino che circolava tra Questura e Prefettura era più o meno questo: «Ma uno che non riesce nemmeno a incontrare il Prefetto, come fa a costruire uno stadio?».

Ecco, se i presupposti sono questi, con che faccia e quale forza domani Pallotta chiederà al Prefetto di allentare un po’ la morsa sugli ultrà della curva Sud, peraltro a suo tempo da lui stesso invocata (e questo i tifosi lo sanno)? Per non parlare del dossier su Tor di Valle, ormai rimandato a dopo le feste. Con lo stesso inquietante interrogativo sullo sfondo: ma se Pallotta non dovesse fare lo stadio, cosa farà della Roma?

 

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