Fonseca si gioca tutto. Roma e Paulo al bivio: “Io rifarei ogni cosa”

È l’unica italiana rimasta in corsa ma Friedkin è deluso dal 7° posto in Serie A. Con l’Ajax c’è bisogno di una grande prova

di Redazione, @forzaroma

Fonseca si gioca tutto (o quasi) proprio nel giardino prediletto: l’Europa. In due stagioni, infatti, il suo bilancio in Coppa è stato senz’altro dignitoso, con 11 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, scrive Massimo Cecchini su “La Gazzetta dello Sport“. Non sono numeri alla Guardiola, certo, ma agli occhi della proprietà vecchia e nuova sono valsi l’anno scorso gli ottavi (con eliminazione in gara unica) e stavolta i quarti di Europa League, potendosi fregiare del fatto di essere l’unica squadra italiana rimasta in corsa nel Vecchio Continente.

Insomma, se in campionato il 7° posto sembra essere uno sberleffo alle ambizioni dei Friedkin, il terribile inverno che – come l’anno scorso – ha fatto scivolare indietro la Roma, non ha intaccato le speranze europee, che però stanotte andranno coltivate contro una squadra nobile (34 titoli d’Olanda, 4 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentali, 2 Supercoppe europee, una Coppa Coppe e una Coppa Uefa) e giovane. Un dato per tutti: tra le due presumibili formazioni titolari ci sono circa 4 anni di differenza come età media. Nel calcio, un vero abisso. Insomma, l’Ajax fa quello che i Friedkin in prospettiva vorrebbero fare, anche perché i “Lancieri” sono a un passo dal rivincere il campionato e in casa, in Europa League, hanno vinto gli ultimi 10 match.

Fonseca ogni giorno sente nomi di possibili eredi per la panchina. Maurizio Sarri è in prima fila tra chi arriva dalla Serie A (occhio però anche a Juric e Italiano), ma il general manager Tiago Pinto sonda anche il mercato estero, visto che – oltre al sempiterno Nagelsmann – resistono anche i nomi di Amorim dello Sporting Lisbona e Conceiçao del Porto.

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