Fonseca, passo falso: “Lenti e prevedibili. Dzeko in panchina? Non ci sono titolari”

Il tecnico della Roma non è preoccupato: “Non è un problema fisico, la squadra c’è”

di Redazione, @forzaroma

Prima o poi doveva succedere, il problema è che è successo proprio quando non ce se lo aspettava, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. In una partita in cui la Roma sognava di andare ad insidiare il secondo posto del Milan ed in cui la squadra di Fonseca ha giocato per oltre mezzora con un uomo in più, contro un avversario più debole e tutto proteso a difesa dello 0-0.

Insomma, è stato un pari scialbo quello che ha interrotto la serie infinita di vittorie giallorosse contro le squadre medio-piccole. Esattamente tredici, una volta al Totocalcio la Roma avrebbe anche sbancato. Non più da tempo, però. Anche lì, per la vincita di prima categoria, serve indovinare 14 risultati. E la Roma ieri la quattordicesima partita l’ha fallita miseramente a Benevento.

Tra l’altro, il pareggio di ieri sera si porta dietro anche tutta una serie di brutte cose. Per la prima volta dal febbraio 2012 la Roma non è infatti riuscita a segnare contro una squadra neopromossa. Di più, con lo 0-0 del Vigorito i giallorossi interrompono anche una striscia di ben 26 successi consecutivi contro squadre provenienti dalla Serie B. Insomma, tutto questo anche per dire che tipo di occasione ha sprecato ieri la squadra di Fonseca.

Nonostante quel possesso palla andato addirittura oltre il 70% finale, che però non ha prodotto granché, se non un assalto finale in cui prima Caldirola ha strozzato l’urlo del gol in gola a Pellegrini e poi il Var ha annullato quel rigore ad El Shaarawy che poteva salvare i giallorossi.

Alla fine, però, Fonseca non ritiene questo pareggio come un passo indietro: “No, perché è stata una partita difficile – dice l’allenatore giallorosso -. Il Benevento si è chiuso bene. Siamo arrivati senza difficoltà negli ultimi 30 metri, dopo non abbiamo avuto iniziative individuali, siamo stati poco concreti e poco aggressivi nell’ultimo momento. Penso che i giocatori abbiano capito di dover essere più concreti. Siamo stati lenti nei corridoi laterali, è vero. E anche al momento della finalizzazione”. E la maledizione dell’Europa League per le italiane non sembra essere una causa per l’allenatore portoghese: “Non penso ci sia stata una questione fisica, la squadra ha provato costantemente a essere veloce. Sono mancate le iniziative individuali, gli uno contro uno“.

 

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