L'attaccante giallorosso: "La Juve? Vedendola col Barcellona c’è stata rabbia. Senza il k.o. col Porto potevamo essere anche noi in Champions"

Essere "enfant prodige" è una folgorazione che può capitare, ma la cosa difficile, in fondo, è diventare grandi. Avvisi per Stephan El Shaarawy e Federico Chiesa, figlio d’arte ora anche in azzurro (suo papà Enrico ha chiuso con 17 presenze e 7 gol). Il giallorosso è stato fenomeno precoce nel Milan prima di perdersi e ritrovarsi altrove; il talento viola invece è sbocciato quest’anno. A unirli, stavolta, anche l’azzurro.

"Il mio obiettivo è il Mondiale — dice il Faraone — In questa stagione non ho avuto la stessa continuità dell’anno scorso, ma in squadre come la Roma c’è competizione. Un giocatore ha bisogno di fiducia. Io ho sempre dato il massimo, se non ti fanno giocare ti riesce difficile. La Juve? Vedendola col Barcellona c’è stata rabbia. Senza il k.o. col Porto potevamo essere anche noi in Champions".

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(M. Cecchini)

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