Edin e Aleksandar amici fraterni e ora leader di una squadra da Champions

Edin e Aleksandar amici fraterni e ora leader di una squadra da Champions

Dzeko ha segnato 6 gol in 7 partite tra club e nazionale: doveva lasciare, è l’uomo in più Kolarov parte attiva in almeno una rete a gara

di Redazione, @forzaroma

Le lunghe notti dei dubbi e delle lusinghe – quelle di una Roma ripudiata e di una Milano tentatrice – adesso sembrano essere davvero dietro alle spalle. Come riporta La Gazzetta dello Sport, se i gol sono la cartina di tornasole degli attaccanti, Edin Dzeko ne ha già segnati 6 nelle 7 partite fin qui disputate dall’inizio della stagione: 4 con la Roma (3 in campionato e 1 in Europa League) e 2 con la sua nazionale. Numeri da leader vero, che trova il gemello in Aleksandar Kolarov, amico fraterno fuori dal campo e spietato “terminator” dentro, visto che il serbo ha preso parte attiva ad almeno un gol (segnandone già 3) in tutte e 4 le giornate di campionato. “Penso che il mio gol sia stato pesantissimo e alla fine meritato – spiega l’attaccante della Roma -, anche perché ho sentito che il rigore del Bologna era stato un po’ regalato. La nostra convinzione cresce, non era una partita facile. Abbiamo mandato un messaggio a noi stessi: siamo una squadra forte e vogliamo andare avanti provando a vincerle tutte”.

Più facile se c’è un Kolarov in stile Messi. Sì, perché dalla stagione 2017-18 , nei 5 maggiori campionati, solo l’argentino ha segnato su punizione diretta più gol del serbo, che è arrivato a quota 6. “Era un tipo di punizione su cui sono sempre fiducioso di poter fare gol – ammette il difensore giallorosso -. Era importantissimo vincere ed indirizzare la strada della Roma”. A rabbuiare Kolarov è solo il racconto del rigore subito, “ho preso Soriano soltanto dopo aver toccato il pallone, ero convintissimo che non fosse rigore. Ho detto all’arbitro di andare alla Var, ma dopo dieci secondi di “silent check” ci ha confermato che lo avevano visto. Speriamo non ricapiti più, perché avevo ragione io”. E quando gli chiedono di un possibile penalty per la Roma per un fallo di mano in area del Bologna, ammette sincero: “Sì, l’ho visto, ma francamente non so come sono le regole”. Nel calcio del Terzo Millennio la mancata conoscenza può diventare un handicap. E allora perché rischiare di zavorrare questa Roma che è già volata in zona Champions League?

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