E’ una Roma Real. Zaniolo brilla, Dzeko segna: Zidane k.o.

E’ una Roma Real. Zaniolo brilla, Dzeko segna: Zidane k.o.

I giallorossi rimontano due volte e vincono ai rigori. Edin incanta, la difesa balla

di Redazione, @forzaroma

E poi senza Dzeko? La bella serata con il Real Madrid, la migliore di tutto questo precampionato, lascia in sospeso la domanda che incombe sull’estate della Roma, scrive Fabio Licari su La Gazzetta dello Sport.

Il migliore, l’indispensabile, è sempre il bosniaco, attaccante totale, dentro ogni azione pericolosa, regista, centravanti, rifinitore, goleador.

Si capisce perché Fonseca continui a dichiarare che “è un giocatore della Roma” fino a prova contraria: senza di lui, tutto potrebbe complicarsi.

La reazione al doppio svantaggio nell’amichevole contro il Real Madrid, alcuni schemi offensivi che sembrano già mandati a memoria, gli strappi impressionanti di Zaniolo, un portiere notevole quale Pau Lopez, il carattere fino ai rigori che le assegnano il trofeo (dopo che era finita 2-2). Non così convincente la fase difensiva.

Rispetto alle ultime uscite è proprio un’altra Roma che comincia ad assimilare i concetti di Fonseca. Non tutti, soprattutto in fase difensiva c’è parecchio da sistemare, e non pare “colpa” di un reparto quanto questione di equilibrio collettivo: l’impressione è che la Roma quest’anno possa divertirsi con tanti gol, ma far anche divertire i rivali.

Il 4-2-3-1 di Fonseca deve valutare bene le fasce (Spinazzola che spinge per una maglia) e decidere la coppia di mediani: discreta l’intesa Cristante-Pellegrini, nessuno esaltante, e ancora poco chiaro l’arretramento di uno dei due per impostare una difesa a tre, situazione tattica che al momento crea più problemi di quanti ne risolva. Davanti è bello vedere il movimento in verticale di Zaniolo, sempre più Pogba italiano e sempre meglio partendo dal centro, anche se con licenza di muoversi come e dove gli pare. Bella anche la profondità delle fasce, tra Under, Perotti e Kluivert sempre nel gioco. Il problema resta però quello: e poi, senza Dzeko?

 

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