E se Crescenzi conquistasse anche Zeman?

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-A.Pugliese) Il modulo è lo stesso, lo sviluppo no. Una cosa, però, hanno in comune il 4-3-3 di Luis Enrique e quello di Zeman e cioè che a dare equilibrio alla squadra sono gli esterni di difesa.

(…) Con Luis i due laterali difensivi diventavano esterni alti, quasi d’attacco (con le ali che tagliavano centralmente e la difesa che da 4 diventava a 3). Anche con Zeman gli esterni giocano alti e lavorano molto sulle sovrapposizioni sugli interni di centrocampo. Ma sono più equilibrati. La Roma li ha? Per ora uno di riserva (Rosi), una scommessa (Dodò) e uno che sembra avere un futuro altrove (José Angel, possibile ritorno in Spagna). E poi c’è Alessandro Crescenzi, l’azzurrino di Ferrara che dopo 3 stagioni in giro in Serie B tornerà alla base. Per restarci? Dipenderà dal ritiro e da come lo vedrà Zeman. Di certo, la Roma non lo perderà. Non dovesse rimanere, andrà (ancora) a giocare un altro anno altrove, posticipando lo sbarco a Trigoria di un’altra stagione.

 

Doti e personalità Dopo l’esperienza iniziale al Grosseto, Crescenzi ha fatto due buone stagioni da titolare, entrambe da protagonista: 33 gare a Crotone, 30 nella stagione appena conclusa a Bari. Esterno destro di difesa (ma può giocare anche a sinistra), prima di andare a Bari la scorsa stagione fece anche il ritiro con la Roma, ma Luis Enrique lo vedeva al centro della difesa ed allora per il biondo di Marino si sono aperte le porte di un altro prestito. Ora tornerà a Trigoria per giocarsi le sue carte e magari convincere Zeman con le sue doti di sempre: personalità, facilità di corsa, atletismo, buona capacità di cross e tempismo, tutte qualità che per il boemo sono vitali per un esterno difensivo e per la famosa catena laterale del suo 4-3-3. (…)

Altre soluzioni Tra quelli che ci sono, Rosi è quello che può trarre maggiori profitti dall’arrivo di Zeman. Perché ha corsa, dinamismo e resistenza, qualità che piacciono al nuovo tecnico della Roma. Sulla qualità, invece, ci lavorerà ancora il boemo, ma l’impressione è che Aleandro resterà a Roma e si giocherà le sue carte proprio a destra, dove potrebbe giocare Crescenzi. Dall’altra parte, invece, per ora ballano Dodò e José Angel. Ma mentre sul primo bisogna fidarsi dell’intuito e della conoscenza calcistica di Walter Sabatini, sul secondo sono tante le perplessità, a cominciare da quelle ambientali. José Angel è visto dalla piazza come un giocatore «scarso» e non ha la personalità così forte per rialzarsi e far cambiare idea alla gente. A conti fatti, dunque, Crescenzi è più di un’idea. Considerando anche, però, che la Roma si sta muovendo sul mercato proprio per trovare due esterni di livello (uno che è finito sul taccuino è Sebastian Boenish, sinistro del Weder Brema e della Polonia), Quelli, appunto, che avranno il compito di dare equilibrio alla Roma di Zeman.

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