E anche la Roma svoltò a Reggio

Un campionato fa, alla decima, la Juve perse al Mapei col Sassuolo. Buffon svegliò tutti a sberloni e lì nacque la Juve tirannica che avrebbe stradominato

di Redazione, @forzaroma

Quella di ieri è stata forse una giornata importante per lo scudetto in gioco. Come capitò l’anno scorso alla Juve, scrive Luigi Garlando nella sua analisi su La Gazzetta dello Sport, stessa giornata, da Reggio ci è passata la Roma e potrebbe essere nata definitivamente l’anti-Juve.

Sotto di un gol e, a quel punto, staccata di 5 lunghezze dalla Signora, la banda Spalletti ha ribaltato il Sassuolo ed è risalita a -2. La Roma ha tutto per reggere il ruolo, a cominciare da Edin Dzeko che, con la doppietta di ieri si è portato in doppia cifra: 10 gol in 10 partite, come Batistuta l’anno dello scudetto. Sono segnali. Gioco, gol (26 di squadra!), organico: alla Roma non manca nulla. Il guaio è che ha anche tutto ciò che le serve per farsi male: da certi atavici cali di tensione, a un contesto febbrile contagioso, a un mister che tira capocciate ai tavoli. La Juve ha risposto indirettamente con sprezzante spavalderia: «Dzeko? Da noi una doppietta può segnarla anche Chiellini….» Primo gol alla Samp: cross di Cuadrado, testa di Mandzukic. Capito? Decisivi i due musoni che giocavano poco. Questa è la forza della Juve.

 

 

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