Dzeko, la Roma e una scelta da capitano

Edin ha compiuto una scelta radicale e il suo comportamento durante le trattative è stato esemplare

di Redazione, @forzaroma

L’Inter ha tirato troppo la corda, Edin Dzeko si è stufato di aspettare e ha prolungato fino al 2022 il contratto con la Roma. Ci sta che sia finita così, perché Dzeko non è uno qualunque, ma uno dei più forti centravanti d’Europa, ha una grande autostima e a un certo punto della tiritera avrà avvertito un senso di sottovalutazione, scrive Sebastiano Vernazza su “La Gazzetta dello Sport”.

Nell’anno dei distacchi da Totti e da De Rossi, i leader di un bel pezzo di storia giallorossa, la sua decisione, abbinata al rinnovo di Zaniolo, ha rianimato la gente romanista. I tifosi hanno trovato in Dzeko il nuovo centro di gravità, il leader forte che non c’era più. Con il massimo rispetto per la romanità e per il romanismo di Florenzi, viene da chiedersi se non ci sia da rivedere qualcosa nelle gerarchie di spogliatoio. Florenzi è stato nominato capitano successore di De Rossi quando l’addio di Dzeko sembrava scontato e imminente. Allora nessuno ha obiettato alcunché, è stato un passaggio logico, anzi naturale. Oggi qualcosa è cambiato, Dzeko ha compiuto una scelta radicale, da capitano di fatto.

Nel periodo in cui è stato sul punto di andarsene, il suo comportamento è stato esemplare. Il bosniaco si è sempre allenato al meglio, senza infingimenti. Sappiamo come funziona: in casi simili la gran parte dei giocatori si defila, si estrania, mette il muso. Dzeko no, ha confermato di essere un professionista serio. Florenzi non se la prenda, ma pensiamo che ora la Roma abbia due capitani.

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