Dirigenti, conti, sponsor, stadio. La rivoluzione Usa cambia tutto

La famiglia Friedkin taglia tanti ponti col passato e non archivia l’idea Totti. Nuovo impianto giallorosso: c’è anche l’idea Flaminio

di Redazione, @forzaroma

Dal 17 agosto, giorno in cui si è consumato il definitivo passaggio di testimone da Pallotta alla famiglia Friedkin, il tempo è parso correre più veloce, visto gli avvicendamenti ai vertici dirigenziali, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Nell’ottica dei cambiamenti passati, presenti e futuri, non è un mistero i Friedkin abbiano da tempo anche il desiderio di trovare un modo per tornare a far collaborare Francesco Totti con la Roma. Per parte sua, fin dai giorni del cambio di proprietà, l’ex capitano giallorosso, non ha mai chiuso le porte a un dialogo, tant’è vero che «mai dire mai» è diventato un po’ il suo mantra. Facile? Difficile? Il discorso è più complesso di quanto appare.

Poi c’è il punto focale: se le parti decidessero di andare avanti in questa sorta di “operazione simpatia” – che è già nata da tempo anche attraverso importanti intermediari – ci sarebbe da definire il ruolo in vista di un eventuale ritorno. Totti, si sa, vorrebbe avere una posizione decisionale, mentre i Friedkin ora sembrano avere tutte le caselle piene, anche per l’arrivo di Pinto. Insomma, ci sarà da approfondire, e nessuno ha fretta.

Ovvio, però, che per il momento le priorità della nuova proprietà statunitense siano altre. Lo stadio, ad esempio. Col passare delle settimane, infatti, crescono le perplessità intorno all’area di Tor di Valle, sia per l’ubicazione (che non convince anche per via della mobilità), sia per le spese (circa 300milioni solo per gli oneri di urbanizzazione). Così, anche perché il Covid sta cambiando sia il modo di lavorare che di vedere lo sport, il “business park” sembra meno importante per i Friedkin, ai quali perciò è stato offerto anche di ristrutturare l’impianto del Flaminio. Alla luce della nuova legislazione, che consente di bypassare i vincoli architettonici più stringenti, alcuni studi di fattibilità di carattere generale sono stati fatti e andranno avanti presto, anche perché di questo dossier si occuperà Scalera.

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