DiFra mischia le carte: “Cerco soluzioni nuove. Voglio più cattiveria”

DiFra mischia le carte: “Cerco soluzioni nuove. Voglio più cattiveria”

L’allenatore giallorosso: “Processi prematuri. È segno d’intelligenza modificare il sistema di gioco”. Tentazione difesa a 3 e il lancio di Schick

di Redazione, @forzaroma

Il titolo ce lo ha già dato Eusebio Di Francesco. “Vorrei che si scrivesse: “Grande risposta”, è il filo conduttore di questi giorni”. Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, di sicuro stavolta partiranno titolari Kardsporp (che manca da dieci mesi) e Nzonzi (all’esordio da titolare), ma il sistema di gioco è ancora in dubbio. Possibile appunto il 3-4-1-2 – provato negli ultimi due giorni – ma non esclusa neppure la conferma del 4-2-3-1 visto all’inizio della ripresa contro l’Atalanta, però con Schick probabilmente al posto di Under ed El Shaarawy sulla fascia sinistra, lasciando così il ballottaggio FazioMarcano.

Di Francesco vuole vedere uno spirito diverso rispetto al match con l’Atalanta, che lo ha fatto arrabbiare così tanto da spingerlo a scagliare un pugno sulla panchina, con relativa frattura alla mano. “Il gesto è stato un grande errore – ammette –. Non dovevo e ne ho pagate giustamente le conseguenze. Mi è servito da lezione, non riaccadrà. Ma è stata una prestazione inaspettata anche per me. È mancata l’anima per fare la guerra. Io però devo alimentare l’entusiasmo. L’anno scorso in partenza la situazione era peggiore; abbiamo 4 punti e qualcuno ne ha anche un po’ meno. Si deve parlare con criterio, senza essere faziosi. Ci vuole equilibrio. D’altronde ci si scorda sempre con facilità quello che si è fatto. Alla seconda giornata stiamo facendo già un processo all’annata: è tutto prematuro”.

Per questo la Roma – che sarà accompagnata da 2800 tifosi – può cambiare pelle. “Devo trovare soluzioni. Se vedo che qualcosa non va, modifico e non è segno di debolezza, ma segnale di intelligenza. Ciò non vuol dire che dimentico ciò che è stato fatto. Prima del Barcellona mi avreste detto che ero pazzo, poi sono passato per fenomeno. Chi non fa e non osa non sbaglia. Io sono qua a prendere le mie responsabilità. Parlare di numeri piace a tutti, posso cambiare il sistema di gioco, ma tutto va a a farsi friggere quando i giocatori non mettono cattiveria, determinazione, concentrazione, attenzione e applicazione massima. Schick? È forte l’altro giorno è entrato e ha avuto 2 o 3 palle gol. Può giocare dall’inizio o determinare a partita in corso”.

(M. Cecchini)

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