Diawara, che svolta: ora è lui il faro giallorosso

Diawara, che svolta: ora è lui il faro giallorosso

Veretout è stanco, Cristante in ripresa da soli dieci giorni. Così l’ex Napoli è diventato il punto di riferimento del gioco

di Redazione, @forzaroma

Sette palloni intercettati, otto palle recuperate, 100% di dribbling riusciti: contro il Genoa Amadou Diawara è stato il mastino del centrocampo della Roma. Sarà per questo che in un momento in cui Veretout è piuttosto stanco e Cristante, al rientro dopo un lungo stop, deve dosare le energie, l’ex Napoli è un punto di riferimento per Fonseca. Come scrive Chiara Zucchelli su ‘La Gazzetta dello Sport’, da quando è tornato dopo l’infortunio al ginocchio il tecnico non lo ha tolto praticamente mai, consapevole che Diawara sta diventando quel centrocampista che voleva. Non a caso qualcuno ieri sui social lo ha definito così: “È un po’ lo Zaniolo del Napoli“. In sintesi: un rimpianto. Rispetto a Nicolò, che nell’affare Nainggolan venne valutato appena 4.5 milioni, la Roma Diawara, nella trattativa Manolas, l’ha pagato e anche abbastanza: ventuno milioni il cartellino, contratto di cinque anni ad oltre due milioni a stagione, ha rappresentato un investimento importante da parte del club. Fonseca, da un lato, lo ha segnalato a Petrachi, ma dall’altro ha aspettato che fosse pronto per farlo giocare titolare.

I numeri confermano questa scelta dell’allenatore: fino al 25 settembre appena un minuto in campionato nel derby e 90’ in Europa League, poi, al rientro dall’infortunio al ginocchio (Roma-Cagliari del sei ottobre) non è più uscito. Titolare dal 24 novembre undici partite di fila dall’inizio, mai sostituito, 4 cartellini gialli ma una correttezza di fondo importante per uno che gioca nel suo ruolo e, soprattutto, un’attitudine a fare quello che chiede Fonseca. E che forse sta facendo riflettere i tifosi del Napoli che si chiedono  sui social come sia stato possibile cedere un centrocampista di neanche 23 anni per poi dovere intervenire di nuovo sul mercato. Ragazzo semplice, senza grilli per la testa, adorato dai compagni nello spogliatoio è consapevole che adesso arrivano due esami importanti: la Juventus in trasferta e il derby in casa. Un cerchio che si chiude visto che contro la Lazio, all’andata, entrò in campo per appena un minuto. E c’era già chi pronosticava una stagione simile all’ultima col Napoli: tanta panchina, poco campo. Tutto smentito: dopo queste due partite Diawara arriverà a 20 presenze, superando quelle fatte lo scorso anno con Ancelotti.

 

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