Di tutto, di più: la sfida Capitale

Dagli sfottò di un tempo alle battaglie recenti, arriva la partita vietata di notte

di Redazione, @forzaroma

L’omicidio di Paparelli nel 1979, l’abbraccio dei capitani di Roma e Lazio sotto la Nord dopo la morte di Gabriele Sandri. In mezzo coreografie, sfottò, ma anche partite sospese per presunti bambini morti (2004), coltellate e incidenti. Dentro (in passato) e fuori lo stadio (in tempi più recenti) il derby di Roma è stato caratterizzato da un clima di guerriglia urbana che lo ha portato ad essere sempre più blindato, come scrive Chiara Zucchelli su “La Gazzetta dello Sport“.

Pensare che qualche mese fa Malagò si era augurato di vedere «l’ultimo derby non in notturna, preclusione che umilia e mortifica la città intera». Ma per il Viminale non era dello stesso avviso: «A Roma c’è un problema derby, mai più partite di sera».

Per raccontare la storia degli scontri al derby di Roma, dove spesso alle tifoserie locali si sono infiltrati ultrà europei (accadrà anche domani) in passato è scesa in campo persino la Cnn. Nello stilare una classifica dei derby più accesi, Roma-Lazio si è piazzata al secondo posto dopo Celtic-Rangers, ma per raccontare la stracittadina della capitale sono state utilizzate più immagini di scontri che di calcio o coreografia. Partendo da un ricordo: prima del derby del 1929, deciso da Volk, la partita era stata in sospeso fino all’ultimo momento. Motivo? Neanche a dirlo, scontri tra tifosi nei pressi del Tevere.

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