Di Francesco aspetta altri sei moschettieri

Tra infortuni e scelte finora un’apporto minimo: Schick e Kluivert in attesa, Cristante il più utilizzato, ai box Perotti, Karsdorp e Pastore

di Redazione, @forzaroma

Quattro sono ai box per infortunio, uno è spesso costretto a guardare le partite perché davanti a sé ha uno dei giocatori-chiave (Dzeko) di questa Roma e l’altro le gare le gioca ad intermittenza, ma finora ha molto più deluso che convinto. Sta di fatto che a questa Roma che va a corrente alterna, fino ad oggi è mancato di fatto l’apporto di sei giocatori, chi più e chi meno. Di questi sei a Firenze – scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport” – probabilmente giocherà solo Cristante, quello che finora ha più deluso che convinto. Per gli altri, al massimo, la speranza di entrare a partita in corsa. Come nel caso di Schick, che paga la convivenza con Dzeko e la poca convinzione e cattiveria agonistica. Degli altri quattro, quelli ai box per infortunio, contro la Fiorentina potrebbe vedersi tra i convocati il solo Kluivert. Niente da fare, invece, per i vari Pastore, Perotti e Karsdorp, tutti destinati a rientrare più avanti, tra le sfide con Cska e Samp o addirittura dopo la sosta per le nazionali.
I sei in questione hanno giocato davvero poco, sia in termini assoluti che relativi. Basti pensare alle presenze sulle 13 gare stagionali, tra campionato e Champions League: Cristante 11, Schick e Pastore 7, Kluivert 6, Karsdorp e Perotti 2. Ma lo scarso apporto è – appunto – ancora più esiguo se si vanno a vedere i minutaggi medi: Perotti 59 a gara, poi Pastore 55, Karsdorp 48, Cristante 44,7, Kluivert 42,3 e Schick 36,7. Insomma, anche chi ha giocato qualche partita in più – come Cristante, Schick o Kluivert – lo ha fatto per poco, in media neanche un tempo intero. Ecco spiegato perché la Roma fatica spesso nei secondi tempi, perché a giocare sono quasi sempre gli stessi.
A Firenze, dunque, toccherà a Cristante sostituire De Rossi e sarà interessante capire se poi Di Francesco continuerà con il 4-2-3-1 o, come scelto nel secondo tempo di Napoli, deciderà di riaccendere i motori del 4-3-3. Considerando la cifra investita dalla Roma sull’ex Atalanta, a Trigoria si aspettano presto un salto di qualità da parte di quello che si era imposto come il miglior centrocampista italiano del campionato.
Poi sarà anche interessante vedere se e quando Di Francesco deciderà di far rifiatare Dzeko, dando magari spazio a Schick. Considerando l’importanza delle tre partite che la Roma affronterà nei prossimi 12 giorni (Fiorentina, Cska e Sampdoria), è difficile pensare che Dzeko parta in panchina in una di queste sfide. A meno che Schick non cambi davvero marcia. Tra l’altro, proprio ieri Pavel Paska, l’agente dell’attaccante ceco, ha liquidato così le voci di un possibile prestito del suo assistito a gennaio: “Sono solo speculazioni, noi non ci pensiamo”.
Ed allora l’attesa è per riavere Pastore, il fantasista dai polpacci fragili, anche per capire poi come Di Francesco avrà voglia di rimetterlo dentro. Sulla carta, nel 4-2-3-1, l’unica casella dove può giocare è quella di trequartista centrale, al posto di Lorenzo Pellegrini, che potrebbe invece essere abbassato in mediana.

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