De Rossi rilancia «Ora proviamo a fare l'en plein»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) Dunque, per l’ennesima volta in questa stagione schizofrenica, i romanisti davanti alla tv si chiedono:

ci dobbiamo fidare? Forse, più che dalla vittoria striminzita e soffertissima, saranno rincuorati dalle parole di Daniele De Rossi, Capitan Futuro e leader sempre, ieri più che mai. Svela un piccolo retroscena: «Ho visto due giorni di preparazione alla gara feroce e un’attenzione maniacale, già sul pullman per andare allo stadio. Chissà che non sia l’inizio di qualcosa…».

AVANTI COSI’ Certamente, può essere un nuovo inizio. Forse per un’avventura che entrerà nel vivo solo il prossimo anno, perché già troppo tempo è andato perso in questo. Ma rispetto alla depressione dei giorni scorsi è già qualcosa, no? «Ora ci serve continuità», ripete a tutte le tv De Rossi. Mancano undici partite, a cosa può servire vincerle tutte? «Se ci riusciamo, nulla diventa impossibile, nemmeno la Champions. Noi comunque ci proveremo».

DERBY IN ARCHIVIO Con Luis Enrique saldo al timone, ovvio. «Quante volte devo dire che mi trovo bene con lui?». Magari, però, alzando ulteriormente il livello delle prestazioni. Altro quesito: la Roma vista ieri è in grado di fare il filotto che si augura De Rossi? «In effetti nel finale abbiamo sofferto troppo, ma a Palermo ci sta — racconta l’azzurro —. Ripeto, adesso dobbiamo conquistare qualche altra vittoria». Intanto, quella di ieri sera manda in archivio il dispiacere del derby. «È stata una partita particolare, ci ha lasciato tanta amarezza, soprattutto il rammarico di averne persi due su due quest’anno».

SU CON IL MORALE Inutile piangere sul latte versato. La vittoria di ieri consente alla Roma di riguardare avanti. Lobont ci ha messo parecchio del suo. Nel post-partita il portiere romeno incassa i complimenti di Luis Enrique e guadagna un passaggio in zona mista. Dice: «La sconfitta nel derby poteva tramortirci e invece ci siamo subito rialzati, come fa una grande squadra» (…)

ADEGUATO Erik Lamela le possiede entrambe, ma le mostra a intermittenza, come una lampadina: ieri era particolarmente acceso, anche se non è riuscito a segnare. «Il gol mi manca, lo ammetto, ma sono giovane e ho tutto il tempo di segnare nel campionato italiano — racconta El Coco —. Il mio ruolo? Preferivo giocare trequartista e all’inizio ho fatto fatica ad adeguarmi. Ma ora anche da attaccante va bene, mi sono adeguato. Del resto, conta più il bene della Roma». Non ditelo a Francesco Totti, lui lo sa di suo, e da tempo. La chiusura del coro è del capitano di oggi: «Finalmente torniamo a vincere, a Palermo non ci riuscivamo da un po’. Tre punti preziosi che raddrizzano la nostra classifica e ci tirano su di morale». E ti pare poco?

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