rassegna stampa

De Roon: “Complicato rientrare prima di giugno, ma rinuncerei alle vacanze. Sarebbe un mini-campionato”

Il centrocampista dell'Atalanta: "Il match col Valencia ha inciso sui contagi? A febbraio c’erano pochi casi in Italia, nessuno avrebbe mai immaginato che la situazione sarebbe degenerata"

Redazione

"La felicità non è scontata, tutto può cambiare in un istante: dobbiamo goderci ogni secondo della vita". Marten de Roon, centrocampista dell'Atalanta, si racconta dal cuore dell'emergenza coronavirus in Italia. L'olandese ha parlato in un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport': "I miei pensieri sono per le persone che non ci sono più e per i medici: sono eroi che lavorano 12-14 ore al giorno per salvare più persone possibili".

Tra i rischi nel giocare e la gioia per i tifosi, cosa hanno detto i 180’ contro il Valencia?

Diventa semplice parlare a posteriori. A febbraio c’erano pochi casi in Italia, nessuno avrebbe mai immaginato che la situazione sarebbe degenerata. Quei due match hanno inciso, soprattutto per Bergamo? Chi può dirlo... Calcisticamente parlando, il ricordo della qualificazione rimane piacevole, anche se oggi appare tutto grigio.

Si sentirebbe pronto per tornare ad allenarsi o è ancora troppo presto?

È sbagliato parlare di calcio, conta solo la salute: sicuramente ho voglia di muovermi, sudare e correre con la squadra, ma c’è un maledetto virus che dobbiamo sconfiggere.

Secondo lei, Serie A e Champions League riprenderanno?

Non ne ho idea, penso sia complicato immaginare di rientrare in campo prima di un paio di mesi: sarebbe già importante chiudere la stagione, rinuncerei anche alle vacanze. Girano molte voci sulle possibili soluzioni, ma come possiamo fare delle ipotesi? Poi, se si ripartisse, si giocherebbe un mini-campionato: sarebbe come tornare ad agosto.

In un contesto come quello attuale, quale ruolo ricopre il calciatore?

Marginale, zero dubbi: i veri protagonisti sono i medici.